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Lega Pro, slitta l’emendamento e la Serie C rischia già di piombare nel caos

Spesso ci si è domandati cosa sarebbe significato per molte squadre, Genoa compreso, scendere in Serie B, campionato funestato dalle molte penalizzazioni e incertezza, ma le recentissime dichiarazioni del presidente di Lega Pro, Francesco Ghirelli, fanno seriamente preoccupare e riflettere su quanto decrescere nelle gerarchie del calcio italiano possa risultare fatale. La terza serie professionistica del calcio italiano, infatti, dà tutta l’impressione di essere in grande affanno ancor prima di vedere concludere la stagione in corso e iniziare a programmare la prossima, alla quale parteciperà anche l’Albissola.

Quella 2018/2019 ancora non è conclusa, ma terminerà domani quando Piacenza e Trapani si affronteranno per decidere chi sarà l’ultima promossa in Serie B. La cadetteria, a quel punto, avrà 20 squadre e si riassesterà dopo l’ultimo campionato disputato con diciannove formazioni. La Lega Pro, invece, potrà finalmente pensare all’anno che verrà. Un anno che rischia di avere molte incognite.

Le novità positive già oggi non mancano, perché la terza serie del calcio italiano si sta dando regole e paletti per diventare ancor di più il vivaio del calcio nostrano. Ad esempio, una nuova regolamentazione imporrà, a partire da questa stagione, un massimo di sei prestiti da altri club: una mossa mirata per valorizzare i giovani cresciuti nei rispettivi vivai e incentivare il tesseramento di Under 20.

In un campionato che genera meno introiti rispetto alle due serie che lo precedono,  la Lega Serie C dovrebbe mantenere l’accordo televisivo con Rai e Sportitalia che scadrà nel giugno 2020, ma potrebbe perdere quello con Eleven Sports e strizzare l’occhio a DAZN, come già aveva fatto il Bari trasmettendo l’intero campionato di Serie D. Un dialogo è in piedi, come confermato dallo stesso presidente Ghirelli, ma nessuna decisione ufficiale è ancora stata presa. L’obiettivo è quello di migliorare le 90 partite trasmesse quest’anno, che nella prossima stagione dovrebbero portare nelle casse della Lega Pro 850mila euro. Una somma da distribuirsi su 60 formazioni per una quota di circa 14mila euro e spiccioli a società.

Tanto per fare le debite proporzioni col solito modello inglese: la seconda, terza e quarta serie britanniche trasmetteranno complessivamente 324 gare in diretta televisiva, puntando ad introiti vicini ai 90 milioni di sterline. E le stesse società saranno libere di commercializzare all’estero la distribuzione delle loro partite. Un abisso.

Ma l’abisso e la voragine potrebbero allargarsi in Serie C. Quel che appare evidente è che un campionato come quello di Lega Pro non possa dipendere esclusivamente dalla mutualità proveniente dalla Serie A e dai diritti televisivi. Serve diversificare i ricavi abbattendo quanto più possibile i costi, e in questo caso anche lo Stato italiano può aiutare. Peccato che nella giornata di mercoledì sarebbe dovuto passare in esame – ma non è stato così – un emendamento al Decreto Fiscale relativo alla defiscalizzazione (soppressione o revoca di un’imposta da un reddito, ndr) di investimenti realizzati per incrementare e migliorare la crescita dei vivai italiani di calciatori. E allora ha tuonato il presidente della Lega Pro, Ghirelli, e lo ha fatto senza mezzi termini.

Serve una defiscalizzazione per creare strutture, formazione, presidio territoriale per i giovani – ha tuonato ieri lo stesso presidente in visita all’ANSA – Non un euro finirà nelle tasche dei club di Serie C, ma investimenti che poi avranno un ritorno per il fisco stesso. Questo provvedimento era inserito nel decreto crescita e al momento non se ne vede traccia. Ma se non avremo risposte siamo pronti a non far partire il campionato“. Un messaggio chiaro, che affonda le radici nel novembre 2016 quando la riforma della Legge Melandri, frutto di un emendamento al Decreto Fiscale varato dal governo dell’epoca, porta all’abolizione della mutualità CPI. In altre parole, a quella percentuale di denaro destinata ai club delle serie minori per affrontare la tutt’altro che semplice gestione ordinaria della società.

In piedi sarebbe rimasta soltanto la cosiddetta “mutualità generale”, che ha i suoi vantaggi, pur vincolando gli investimenti esclusivamente al miglioramento delle infrastrutture e alla valorizzazione dei giovani. “Noi, come Lega pro, facciamo presidio sul territorio e formiamo tanti giovani – ha proseguito il presidente Ghirelli nella giornata di ieri – ma non bisogna ricordarsi del calcio solo quando giocano la Nazionale, l’Under 21 o quando c’è il Mondiale femminile. Oggi bisogna dare ai giovani tante risposte, ma anche le risorse“.

Sotto la Serie A c’è un reticolo che pulsa, un territorio fatto di semiprofessionisti che giorno dopo giorno tengono a galla il sistema sul territorio. Per questo chiediamo strutture, formazione, presidio territoriale per i giovani. Gli investimenti produrranno interventi in infrastrutture, che a loro volta attireranno capitali e questo consentirà ai club di innovare, creando luoghi per la formazione di giovani calciatori“.

Sul fronte giovani qualcosa si è mosso: potendo schierare in rosa un numero illimitato di Under 20, guadagnando di più in base al loro minutaggio, il più delle volte si hanno vincoli contrattuali meno onerosi di altri e le società si trovano nelle condizioni di poter abbassare i costi. Del resto, basti pensare che nella stagione di Lega Pro in corso solamente 17 tesserati su 3165 percepivano più di 200mila euro all’anno. Un numero risicatissimo inserito in un contesto che, secondo alcune stime, collocherebbe intorno ai 70 milioni di euro i redditi da lavoro dipendente complessivi di tutta la Serie C, con una media a persona di circa 22mila euro. Redditi – ma anche spese – che le società debbono coprire per non incorrere in sanzioni e penalizzazioni. 

Evidentemente qualcosa è andato storto se quest’anno, complessivamente, si è chiuso con 73 punti di penalizzazione (72 comminati a squadre del Centro-Sud) e una formazione esclusa in corsa dal campionato (Pro Piacenza).

A partire da domenica penseremo al prossimo torneo che sulla carta si presenta con un torneo unico e bellissimo perché accanto a grandi piazze come Bari, Venezia o Cesena scenderanno in campo anche le favole del Picerno“, formazione della Basilicata promossa in Lega Pro dai Dilettanti. “Dobbiamo ancora vedere quali sono le iscrizioni – è l’avviso di Francesco Ghirelli – ma sicuramente sarà un grande campionato. La cosa che posso dire è che dalla prossima stagione tutto sarà chiaro e alla luce del sole. L’anno prossimo non succederà quello che accaduto quest’anno, non ci sarà il rischio di campionati falsati: dopo due bimestri si mette fuori chi non è in regola, questo eviterà in futuro regolamenti interpretabili“.

Uomo avvisato, mezzo salvato. Ma i richiami ai naviganti, senza riforme concrete, servono davvero a poco. Federazione e Governo sono allertate: al calcio italiano non serve un altro caos estivo.


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