Site icon Buon Calcio a Tutti

VAR di qua, VAR di là

VAR di qua, VAR di là, VAR di su, VAR di  giù. Tutti parlano di VAR che non funziona in Italia  ma nessuno cerca le vere cause.

Tutti si rifaranno al nuovo protocollo dell’Ifab dopo i Mondiali russi e la vittima designata è un aggettivo che ha sconvolto le decisioni arbitrali nelle prime 4 giornate di campionato. L’aggettivo incriminato è EVIDENTE. Lo scorso anno il protocollo prevedeva la seguente frase “chiaro errore”, modificata quest’anno in “chiaro ed evidente errore“.

Un aggettivo che poteva annullare il VAR ed era già stato previsto in alcuni pezzi di Buoncalcioatutti ad inizio campionato, ma non si pensava così tragicamente e comicamente. Ne avrei fatto a meno di parlare di VAR anche questa settimana dopo quello già scritto, ma le parole di Nicchi, Presidente dell’AIA, nel giustificare gli errori della quarta giornata di campionato mi hanno lasciato interdetto. “C’è un protocollo chiaro e non è cambiato nulla rispetto allo scorso anno,  se gli arbitri lo seguono è ok, se non lo seguono è un errore“.

Presidente Nicchi, va bene che ci sono le elezioni federali e la paura di non essere rieletto dopo quasi 10 anni di Presidenza non lo può straparlare, ma l’Ifab con l’aggiunta dell’aggettivo “evidente” intendeva ridimensionare in particolare quello successo lo scorso anno nell’applicazione del protocollo in Italia, dove ci sono i primogeniti della video assistenza arbitrale con il comando in alcune gare più in Tv che in campo. Quell’aggettivo “evidente” potrebbe essere sostituito in alcuni casi da “eclatante”, aggettivo detto e presentato da Rizzoli, designatore all’uscita del nuovo protocollo VAR.

Presidente Nicchi, lei vuol fare tutto nell’Aia, anche il designatore, considerato che è l’unico ad aprire bocca quando gli altri si lamentano di argomenti non di sua competenza. Anche lei se potesse vivrebbe con la “bestia” dei social giorno e notte. Nell’AIA continua la mano destra a non sapere o capire ciò che fa quella sinistra. E come sempre, quello che sta succedendo attualmente viene dimostrato ad ogni intervista di Nicchi.

Nell’Aia (Associazione Italiana Arbitri) i panni si lavano spesso in famiglia ma qualche volta qualcuno con gli amici li stende. Nel raduno di Sportilia dello scorso luglio, gli allievi senza i maestri si sono confrontati sul VAR dello scorso anno e sull’esclusione di Gavilucci di Latina per motivi tecnici, salvando qualche figlio di papà (inutile fare il nome perché già scritto e detto), quando tutto potrebbe essere accaduto per i consigli del Var nelle prestazioni del laziale. Fra l’altro la querelle Gavilucci non è ancora finita e dopo la bocciatura del primo ricorso l’arbitro di Latina è intenzionato ad andare vanti non solo presso i Tribunali della FIGC ma anche presso quelli italiani per essere nuovamente riammesso nei ranghi della CAN A.

In quelle discussioni tra arbitri è nato il problema VAR evidente dello scorso anno. Quando davanti alla Tv c’era l’anziano direttore di gara comandava lui, viceversa quando era in campo il Var poteva solamente parlare per auricolare.

Hanno ragione i giovani arbitri e, se si volesse fare chiarezza sul VAR, basterebbe mettere dietro le televisioni arbitri o commissari di campo usciti dal ruolo con esperienza sul terreno di gioco e anche di tecnologia accompagnati da tecnici qualificati, non arbitri, invece che designazioni allucinogene di giovanotti in piena maturazione arbitrale o di arbitri arrivati, qualcuno dalla porta di servizio, in Serie A e in Serie B. Qui casca l’asino: il budget di ogni singolo arbitro annuale diminuirebbe.

Il VAR avrà le sue colpe ma l’applicazione della Regola 12 su falli e scorrettezze alla voce “FALLI DI MANO”  è stata e sarà sempre un male incurabile in tutte le gare del campionato italiano considerato che ognuno non rispetta il regolamento e lo applica a proprio uso e consumo .

Il regolamento dice: “Il fallo di mano implica un atto intenzionale di un calciatore che con la mano o braccio viene a contatto con il pallone“. Il regolamento spiega  esattamente quali sono i criteri che ogni arbitro deve tenere in considerazione. “Il movimento della mano verso il pallone e non del pallone verso la mano o il braccio – la distanza tra l’avversario e il pallone (pallone inaspettato) – la posizione della mano e del braccio non significa necessariamente che ci sia una infrazione”.

Tutto viene ampliato e specificato bene attraverso la GUIDA PRATICA che dovrebbe essere il Vangelo di ogni direttore di gara con il fischietto in bocca.

GUIDA PRATICA (con domande e risposte sul fallo di mano)

  1. A quali criteri deve attenersi l’arbitro per stabilire che un calciatore ha toccato il pallone con le braccia o con le mani intenzionalmente? Deve valutare se il contatto tra il pallone e la mano o il braccio è voluto dal calciatore o se questi allarga, alza, muove o, comunque, tiene le mani o le braccia con l’intenzione di costituire maggior ostacolo alla traiettoria del pallone. Non deve però essere considerato intenzionale il gesto istintivo di ripararsi il viso o il basso ventre dal pallone.
  2. Un fallo di mano deve essere sempre punito sia tecnicamente sia disciplinarmente? No, non sempre. Posto che un fallo di mano per essere tale implica un contatto deliberato tra la mano o il braccio di un calciatore e il pallone, di norma, il Regolamento lo punisce soltanto con un calcio di punizione diretto (o di rigore). Esistono, poi, alcune circostanze per le quali detta infrazione assurge a scorrettezza, divenendo così passibile di provvedimento disciplinare.

Viste le innumerevoli interpretazioni del fallo di mano in queste prime 4 giornate di campionato, che continuano come nel passato a creare confusioni e casini, sarebbe facile rispondere: l’IFAB e l’AIA fanno le leggi, gli arbitri sul campo le abrogano.

Se  la natura avesse tante leggi quante ne ha il Regolamento del gioco calcio neppure Dio potrebbe governarle. È il momento di decidere che ogni fallo di mano in area di rigore, senza considerare tutti i parametri scritti in precedenza, è calcio di punizione diretto e rigore.

Farebbe contenti sicuramente tutti gli show sul calcio e tutto si sposterebbe sulle massime punizioni calciate male o bene!


Contract2000, il “modo di arredare” dal 1989. Scoprilo a Rapallo e Carasco

Exit mobile version