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Genoa, incartare la Signora

Dopo un mese il Genoa torna allo Juventus Stadium. Dalla Coppa Italia al campionato ci saranno differenze. La partita arriva dopo la sosta natalizia con i calciatori genoani e juventini che hanno usufruito di un giorno in più di vacanza giocando domani, ovvero lunedì.

La Juventus nella stagione in corso ha sfoderato le più brutte prestazioni dopo le soste per la nazionale: sconfitte con Lazio allo Stadium e in casa della Samp. Ballardini non avrà preparato la gara su questi parametri ma sicuramente per incartare la partita di Allegri. Tutto difficile allo Stadium per non fare entrare in partita la Signora.

Importante per il Genoa chiudere ogni spazio alla Juventus cercando di non farle esprimere il suo nuovo gioco maturato dopo 3 mesi di ricerca da parte di Allegri. La mossa gli è riuscita dalla trasferta di Napoli con l’innesto di Douglas Costa, Matuidi e De Sciglio e la quarantena delle stelle in panchina.

Anche contro la Juventus, il Genoa cercherà di riprodurre il proprio software, vale a dire i propri principi di gioco. Ballardini avrà preparato la gara, come sempre cercando di limitare i punti forti della squadra che affronta. Ballardini avrà studiato la partita in modo da rendere meno fluente la manovra bianconera.

Tutto dovrà avvenire con il metodo Ballardini non caro a Sacchi e Capello viste le dichiarazioni rilasciate durante la sosta. Sacchi ha detto che “si pensa solo a vincere senza coraggio, emozione, bellezza” e che “si gioca al calcio come in guerra: quando il nemico sbaglia spariamo noi. La tecnica è da circo. Tatticamente siamo agli anni ’70“. Capello invece ha sintetizzato dicendo che “c’è il ritorno del libero“. Affermazioni dei datati tecnici non riferite al Genoa ma al calcio italiano e anche alla Juventus .

La bocca e la penna sono una virtù, altra parte del corpo una necessità. Sarebbe bello rivederli in panchina entrambi al posto di una squadra di media o bassa classifica per vedere ripetere i fasti senza Van Basten, Gullit, Baresi, Maldini e compagnia.

Aperta e chiusa parentesi, torniamo al Vecchio Balordo di domani sera. Il Genoa e Ballardini per uscire indenni dovranno controllare quanto sarà loro possibile. Chiudere tutte le linee di passaggio, fare densità al centro per spostare la manovra sulle corsie laterali e anche zero pressing sull’inizio di gioco iniziale. Tutto condito con coraggio e generosità. Sarà una scelta, come scritto in precedenza, che non potrà incontrare il piacere di tutti ma che ha buone possibilità di essere buona in particolare se le zebre bianconere inizieranno la partita, come già visto altre volte in stagione, con le marce basse, credendo di poter gestire il gioco.

Genoa, Ballardini: “Contro la Juve con personalità. Forse non saremo bellissimi, ma siamo squadra”

Resta comunque difficile giocare meglio della Juventus allo Stadium. Importante che il Vecchio Balordo faccia bene quello che ha preparato e deciso di fare. Sulla formazione, i dubbi non sono stati tolti neppure dalla conferenza di Ballardini. Rossettini o Gentiletti al posto di Zukanovic squalificato, con Izzo a sinistra. Altri dubbi Rosi/Biraschi: Lazovic, l’ex capitano della Stella Rossa, anche in allenamento giostra ormai a centrocampo. Solito dubbio in avanti;: Lapadula in campo dal primo minuto o doppio falso centravanti? Qui la decisione di Ballardini è anche legata all’umore calcistico: se lascerà fuori Taarabt, il marocchino calcisticamente potrebbe andare facilmente in depressione. Se non giocherà, gli sarà spiegato che sarà più utile contro l’Udinese domenica prossima essendo anche diffidato. La probabile formazione dopo le convocazioni, la rifinitura di oggi e il risveglio di domani mattina a Torino.

Capitolo Juventus. Parlare della formazione bianconera diventa in ogni occasione pleonastico. Anche nella stagione in corso la Signora del calcio italiano è stata aspettata dalle altre squadre quando era in crisi. Per l’ennesima volta gli sbadigli degli altri hanno permesso ad Allegri di rivoltare la squadra ricercando il modulo migliore per fare “bingo” nel campionato italiano.

Operazione non facile perché in panchina sono andati prima Higuain e dopo Dybala. Per il ritorno della Juventus di Allegri dopo brutte partenze negli ultimi tre campionati c’è un complesso di fattori che sono in grado di rigenerarla: la scelta di miliardi in panchina da parte del tecnico condiviso dalla proprietà che è rimasta immutata nella storia.

La svolta per arrivare alle spalle del Napoli al giro di boa, oltre le vittorie con i partenopei e contro la Roma, è stata chiudere la zona centrale del campo schierando un centrocampista in più: Matuidi. Operazione che ha permesso di annullare tutti gli altri centrocampi. Con il 4-2-3-1 arrivavano le vittorie con fatica ma anche le sconfitte, come con la Lazio in Supercoppa e campionato e come avvenuto contro la Sampdoria.

La svolta bianconera è arrivata dal primo dicembre con la vittoria a Napoli, col successivo pareggio per 0 a 0 con l’Inter al vertice della classifica, sempre con il 4-3-3 in campo, mai più cambiato da Allegri. Vittoria contro il Napoli con la partita dei nuovi dal primo minuto del mercato estivo: Douglas Costa, De Sciglio e Matuidi.

Con questo modulo la Juventus ha vinto 9 gare consecutivamente, compresa la Coppa Italia con Genoa e Torino e una di Champions con l’Olympiakos, incassando un gol e realizzandone 15. La forza fisica e la precisione nella marcatura sono i due principali punti di forza della difesa juventina, aiutata dal centrocampo che non ha avuto difficoltà a prendersi tutti i palloni alti sfruttando la statura dei suoi giocatori e a contenere i tagli e le incursioni degli esterni e dei centrocampisti.

Blindata la difesa , la vittoria è passata nelle qualità di Pjanic, in quel di Higuain e nel ritorno di Dybala, senza dimenticarsi del lavoro sporco di Cuadrado e Mandzukic sulle corsie laterali che non vanno più incontro agli esterni della difesa a quattro ma tagliano nel mezzo per mettere in confusione il cuore del gioco avversario. Le vittorie juventine non arrivano solo dalla tattica o dai numeri dei moduli, ma soprattutto dalla tecnica individuale dei calciatori a disposizione di Allegri.

La qualità delle zebre superiore a tutte le squadre del campionato però non avrebbe successo se non ci fosse anche la capacità di soffrire, ripartire e vincere soprattutto le sfide decisive nel campionato italiano, operazione che non riesce con continuità alle altre squadre che si giocano la Champions. Juventus contro il Genoa senza Buffon, Marchisio, Cuadrado, Dybala. Recuperato De Sciglio.

Solo due ballottaggi nelle zebre: De Sciglio o Barzagli in difesa, Douglas Costa/Bernardeschi nel tridente.

Fischia Di Bello di Brindisi, classe 1981, bancario, 66 gare in Serie A con 24 rigori e 22 rossi. In stagione 7 gare, mai Juventus e Genoa. Prima gara in Serie A nel 2011, passato alla Can nel 2014. Con la Juventus 6 gare dirette (5 vittorie e un pareggio). Con il Grifone 4 gare (1 vittoria in casa del Chievo nel 2014 e 3 sconfitte, l’ultima in casa della Lazio nel 2106).

Gli assistenti saranno i signori Fabrizio Posado (Bari) e Pasquale De Meo (Foggia). Quarto Uomo Matteo Chiffi di Padova; Maurizio Mariani di Aprilia (VAR) e Francesco Paolo Saia di Palermo (AVAR). In diffida Bernardeschi (Juventus), Rossettini, Taarabt, Veloso (Genoa).

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