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Genoa 3-4 Palermo: dove eravamo rimasti?

Potrei dire moltissime cose e ne dirò poche: una, però, me la consentirete.

Enzo Tortora

 

Il Genoa ‘resuscita i cadaveri’, parola di Enrico Preziosi. Citazione leggermente macabra ma più che mai condivisibile al termine di una partita dal finale tipico di un film horror.

Arrivare al Ferraris con l’idea di salire a 26 punti, in piena zona coppe, e ritrovarsi rintanato a 23 dopo aver incassato una rimonta dalle caratteristiche quasi storiche.

Altro concetto espresso dal presidente: ‘Anche l’assenza di Miguel ha pesato tanto, in una partita del genere avrebbe potuto dare ordine al centrocampo, credo ne abbia per un mese’.

L’infortunio di Veloso, infatti, è stato senza dubbio il turning point della serata; dal momento della sua sostituzione il Vecchio Balordo ha perso il dinamismo di cui ha infinitamente bisogno per reggere le scorribande offensive dei tanti giocatori votati all’attacco nei piani del pirata Ivan Juric.

Il centrocampista portoghese garantisce una stabilità quasi fondamentale, tanto per la grande quantità di palloni toccati quanto per le zone di campo ricoperte durante la gara.

“Ntcham ha commesso errori elementari” sostiene quindi il presidente Enrico Preziosi. Incontestabile.

Proprio Olivier Ntcham non ha svolto nella maniera consona il ruolo di metronomo spostandosi con una minore mobilità a centrocampo, motivo per cui nella ripresa a salire in cattedra è stato Isaac Cofie, non particolarmente rapido ma più a suo agio se impiegato nel mezzo.

Il centrocampista classe 1996 sta patendo anche alcuni problemi fuori dal campo, con il prestito biennale dal Manchester City ormai prossimo alla scadenza e meno di 25 presenze in tasca fino ad oggi.

Se nell’academy dei Citizens segnava reti come quella proposta qui in basso, la scorsa stagione una sua corsa contro il Chievo (e contro il tempo) consegnò al Genoa una rimonta simile a quella subita contro il Palermo, dove è sembrato davvero in difficoltà.

In BLU i passaggi riusciti, in ROSSO quelli sbagliati: 7 errori su 40 tentativi più che tanti sono stati decisivi.

‘Siamo stati una squadra che non ha mai dato la sensazione di comandare il gioco’ sostiene Preziosi, sebbene la statistica del possesso palla dica il contrario.

 

Oltre a questo ‘prendere 4 gol in casa è da manicomio’ aggiunge il presidente, a cui non si può dar torto visto che il suo Genoa ha concesso in una sola partita le stesse reti subite fino ad allora dentro le mura del Ferraris. Da 4 a 8 in soli 90′.

La conclusione di Preziosi è stata chiara: “Ogni volta che possiamo fare un salto di qualità ci fermiamo, dovevamo fare quel balzo che però non è arrivato. Dovevamo essere più cinici ma non ci siamo riusciti: ora giriamo pagina, non so come andremo a Torino ma faremo la nostra partita”.

Come scritto nell’editoriale di questa mattina, la partita con il Torino di giovedì sera non arriva proprio a pennello; del resto però, citando Ivan Juric‘il calcio è imprevedibile’.

Quale sarà quindi la soluzione per rialzarsi?

‘Dobbiamo imparare dai nostri errori, fare silenzio ed allenarci’ ha dichiarato Giovanni Pablo Simeone, trovando forse le tre grandi verità di cui ora il Grifone ha bisogno per rialzarsi.

Se in Olanda ci si serve tuttora del metodo Metodo T.I.P.S. (tecnica, intuito, personalità, velocità), la rinascita dei ragazzi di Juric si fonderà sull’U.S.A..

Acronimo che sta per umiltà, silenzio, allenamento.

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