La XVIII edizione del Festival dell’Eccellenza al Femminile, sotto la coordinazione artistica di Consuelo Barillari, presenta un programma “al Femminile” dal titolo ICONE, a Genova dal 15 ottobre all’ 11 dicembre 2022 realizzato in collaborazione con il Comune di Genova per “Genova Città dei Festival” e con il Teatro Nazionale di Genova nelle sale Eleonora Duse, Gustavo Modena, Mercato , nel foyer del Teatro Ivo Chiesa, e in altri luoghi della città dal TIQU – Teatro Internazionale di Quartiere nel centro storico, alle periferie con un progetto teatrale itinerante a Sampierdarena per i Rolly Days nelle Ville storiche Spinola di San Pietro e Villa Imperiale Scassi  e in altri spazi. 

Il Festival vorrebbe creare un luogo deputato di riferimento cittadino e nazionale per attrici, registe, scrittrici, compagnie, performer, drammaturghe di ogni età, per affrontare la questione di genere nello spettacolo, con l’obiettivo di attrarre e valorizzare talenti e visioni artistiche nella ricerca di nuovi linguaggi, e promuovere modi diversi di concepire i ruoli delle donne che operano nello spettacolo dal vivo. Il programma presenta spettacoli, laboratori, conferenze e premi offrendo una scelta multidisciplinare variegata, tra stili, generi teatrali e nuovi linguaggi performativi.

Hanno percorso strade diverse non sempre fortunate, ma sono accomunate dall’essere diventate delle ICONE, punti di riferimento per tutte le donne ed anche per gli uomini. Hanno sfidato le convenzioni, stabilendo primati e modificando la Storia. Sono ICONE  di forza, coraggio e intraprendenza a cui guardare per trovare ispirazione e capire fino a dove possano spingersi  le potenzialità delle donne” . 

La ricerca teatrale del significato di ICONA è il fil rouge che accomuna gli spettacoli proposti per la XVIII edizione del Festival. Il programma di Teatro “al femminile” si avvale della partecipazione artistica di personalità della scena contemporanea internazionale, mettendo insieme artiste più affermate e riconosciute in campo attoriale, registico e drammaturgico, e talenti più giovani, per favorire il passaggio del testimone nel ricambio generazionale. Gli spettacoli sono diretti, interpretati e scritti da donne, senza però precludere la partecipazione e il confronto con attori, registi e autori che hanno dimostrato sensibilità nell’affrontare la questione di genere. 

E per comprendere meglio lo spirito del nostro lavoro. vogliate condividere questa piccola considerazione sul Teatro come strumento di unione importante per il futuro dell’umanità:  Il Teatro è un grande atto di amore collettivo, dove le donne e gli uomini guardano insieme la vita scorrere sul palcoscenico per imparare a vivere meglio. Consuelo Barilari 

Prende ufficialmente il via con diverse anteprime il Festival  dell’ Eccellenza al Femminile tramite due appuntamenti tematici e lo spettacolo a episodi tratto da l’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto “Angelica, Olimpia, Bradamante…e le altre”. Primo evento domani, mercoledì 13 ottobre alle ore 16.30, al Museo Civico di Storia Naturale con “Gli esseri artificiali nel teatro dell’umanità”, panel in collaborazione con l’Università di Genova e il Museo Civico di Storia Naturale collegato allo spettacolo BIG DATA B&B. Introducono Carla Olivari, Consuelo Barilari, Laura Curino con Antonio Sgorbissa, Andrea Bertolini, Maura Casadio, Barbara Mazzolai e Fabio Roli. Altra tavola rotonda, venerdì 14 ottobre alle ore 16 in occasione dei Rolli Days a Sampierdarena, presso Villa Spinola di San Pietro, intitolata “L’Ariosto nello specchio del femminile”. Dopo i saluti  di Chiara Saracco Dir. Ist. Piero Gobetti, Anna Maria Repetto, Dir. IC Barabino, seguiranno gli interventi di Franco Cardini, storico medievista, Alessandro Mancuso docente, Niccolò Roni, responsabile Cultura Terre Furiose Cinquecentenario dell’Ariosto in Garfagnana, Andrea Tagliasacchi, Sindaco Comune Castelnuovo di Garfagnana. Verrà presentato il fantastico mondo dell’Orlando Furioso, dominato da personaggi femminili che sovvertono e desacralizzano i ruoli di genere, e l’esperienza biennale della trasposizione per la scena, frutto di un laboratorio- residenza per attori under 30 realizzato in Alta Garfagnana.

Il 15 e 16 ottobre dalle ore 16, sempre  per i Rolli Days a Sampierdarena,  Villa Spinola di San Pietro, Villa Imperiale Scassi  si terrà lo spettacolo  “Angelica, Olimpia, Bradamante … e le altre. Le donne Dell’Orlando Furioso”  (produzione Schegge di Mediterraneo /FEF; progetto e regia Consuelo Barilari). Lo spettacolo in 8 episodi, ambientato nei Palazzi dei Rolli di Sampierdarena, vede come interpreti 16 giovani attori under 30, neo diplomati nelle Accademie di tutta Italia, selezionati con audizioni tenute al Teatro Alfieri di Castelnuovo Garfagnana (Lucca) il 14 – 15 maggio e 1 – 2 giugno 2022.. Il percorso di spettacolarizzazione completo attraverso il fil rouge delle vicende dei personaggi femminili, prevede la messa in scena di 13 episodi in versi tratti dai Canti del poema di Ludovico Ariosto, ognuno della durata di 30 min. circa, ispirati nella cifra stilistica e nel decor alle illustrazioni e ai cartoons di Emanuele Luzzati. I primi 8 episodi che verranno rappresentati per i Rolli Days sono stati rappresentati nell’estate 2022 nei mesi di luglio e agosto, site specific, nella Rocca Ariostesca di Castelnuovo Garfagnana (Lucca) dove l’Ariosto fu governatore per gli Estensi e nella Rocca Estense di Camporgiano, nell’ambito di Terre Furiose, la kermesse d’iniziative per le celebrazioni del cinquecentenario dell’Ariosto Governatore delle Garfagnana.

Il 23 e 24 settembre 2022 sul Palcoscenico del Teatro Alfieri di Castelnuovo di Garfagnana (Lucca) gli 8 episodi sono stati messi in scena in un’unica rappresentazione, in due serate ognuna di 4 diversi episodi, con una struttura drammaturgica a cornice e con un riassunto delle vicende precedenti per ogni episodio. Gli spettacoli sono stati preparati in laboratori/residenze teatrali en plein air nei boschi dell’Alta Garfagnana, terre dell’Ariosto.

15 e 16 ottobre 

ROLLI DAY / Palazzi dei Rolli Sampierdarena: 

Villa Spinola di San Pietro, Villa Imperiale Scassi 

ANGELICA OLIMPIA BRADAMENTE E LE ALTRE….

Le donne dell’Orlando Furioso 

Spettacolo teatrale a episodi tratto da l’Orlando furioso di Ludovico Ariosto

Progetto giovani under 30

Gaetano Aiello, Ilaria Ballantini, Cecilia Bartoli, Eleonora Domesi, Maria Carla Generali, Federico Ghelarducci, Elisabetta Mancusi, Irene Mori, Davide Niccolini, Francesco Pelosini, Gilda Rinaldi Bertanza, Mirco Tosches, Gabriele Tropepi

Progetto e regia Consuelo Barilari

Tutor/regia episodi Roberto Alinghieri, Consuelo Barilari, Michela Innocenti, Andrea Nicolini, Blas Roca Rey.

costumi Danièle Sulewic,

musiche Andrea Nicolini,

elementi scenici Cri Eco

L’Orlando Furioso in 8 episodi attraverso le storie e lo sguardo dei suoi personaggi femminili ambientato nei Palazzi dei Rolli di Sampierdarena vede come interpreti 13 giovani attori neo diplomati nelle Accademie di tutta Italia, selezionati con audizioni tenute al Teatro Alfieri di Castelnuovo Garfagnana (Lucca) il 14 – 15 maggio e 1 – 2 giugno 2022. 

Il percorso di spettacolarizzazione completo attraverso il fil rouge delle vicende dei personaggi femminili, prevede la messa in scena in scena di 13 episodi in versi tratti dai Canti del poema di Ludovico Ariosto, ognuno della durata di 30 min circa, ispirati nella cifra stilistica alle illustrazioni e ai cartoons di Emanuele Luzzati. 

I primi 8 episodi che verranno rappresentati per i Rolli Days sono stati rappresentati nell’estate 2022 nei mesi di luglio e agosto site specific nella Rocca Ariostesca di Castelnuovo Garfagnana (Lucca) dove l’Ariosto fu governatore per gli Estensi e nella Rocca Estense di Camporgiano, nell’ambito di Terre Furiose, la kermesse d’iniziative per le celebrazioni del cinquecentenario dell’Ariosto Governatore delle Garfagnana. 

Il 23 e 24 settembre 2022 sul Palcoscenico del Teatro Alfieri di Castelnuovo di Garfagnana (Lucca) gli 8 episodi sono stati messi in scena in un’unica rappresentazione, in due serate per ogni serata 4 diversi episodi con una struttura drammaturgica a cornice e con un riassunto delle vicende precedenti per ogni episodio. Gli spettacoli sono stati preparati in laboratori/residenze teatrali en plein air nei boschi dell’Alta Garfagnana, terre dell’Ariosto.

https://www.rainews.it/tgr/toscana/video/2021/08/tos-castelnuovo-garfagnana-teatro-ariosto-donne-graal- fest-40f67a22-0c82-4727-b24f-9c9157039ed8.html

20 e 21 ottobre

Sala Mercato – Teatro Nazionale di Genova

TIRESIAS

un progetto di BLUEMOTION

da Hold your own/ Resta te stessa di Kae Tempest traduzione di Riccardo Duranti

regia Giorgina Pi con Gabriele Portoghese

dimensione sonora Collettivo Angelo Mai, bagliori Maria Vittoria Tessitore echi Vasilis Dramountanis, costumi Sandra Cardini

luci Andrea Gallo, accompagnamento Benedetta Boggio una produzione Angelo Mai/Bluemotion

ringraziamo il Comune di Ventotene, Massimo Fusillo, Cecilia Raparelli e la Terrazza Paradiso per la collaborazione e il sostegno

Premio Rete Critica 2020

Premi UBU 2020/2021: Miglior Nuovo testo straniero/ Scrittura drammaturgica TIRESIAS K. TEMPEST, Miglior progetto sonoro/ Musiche originali COLLETTIVO ANGELO MAI

Miglior attore/Performer GABRIELE PORTOGHESE

La Biennale di Venezia ha attribuito il Leone d’Argento a Kae Tempest nel 2021

Giorgina Pi torna a confrontarsi con la drammaturgia di Kae Tempest, artista londinese che mescola rap, poesia, politica e musica dando vita a uno stile unico. Tratto da Hold your own / Resta te stessa, lo spettacolo vede in scena la figura di Tiresia, il veggente che conosce ciò che si dovrebbe fare.

Tiresia è al di fuori dell’ordine naturale, è un corpo che vive più sessualità, più età in una vita. I suoi occhi possono leggere il futuro. Tramite tra l’umano e il divino, Tiresia è fuori dalla retorica del potere e vive in mezzo alle piccole cose. Kae Tempest lo osserva vagare: ragazzino timido, giovane donna, anziano solitario e molto altro. Tante vite in una vita, tante e tanti noi in continua metamorfosi per rimanere ciò che scopriamo di essere. Un corpo solo, quello dell’interprete Gabriele Portoghese, segue orme poetiche e sonore, per le strade di un mondo che morendo rinasce. Hold your own di Tempest corteggia così il Tiresia di T. S. Eliot, che identifica l’indovino nel poeta, che sa unire il misterioso tema dell’origine insieme alla veggenza del non ancora.

Nelle parole di Giorgina Pi: «Facciamo che i versi siano in carne ed ossa, proprio come nella spoken word poetry, mettiamoci in cerchio ad ascoltarli. La nostra vita di adesso è lacerata e frastornata da ferite ancestrali dovute a questa nuova peste e da pressioni soffocanti causate dalla ferocia rinnovata del capitalismo. Difficile trovare la forza di restare se stessƏ. Abbiamo chiesto aiuto a chi non ha bisogno di guardare per sapere.

Tiresia per noi è un rito. Tiresia, stavolta ti ascolteremo. Siamo qui che vogliamo capirti. Sappiamo che vedi fino in fondo nel passato, tu non perdi la memoria come noi, non ti preoccupi di piacere, sei povero, vecchio, vagabonda, sporco, trans, in mezzo alle cose, sempre imprevisto. Qualcosa nel crepuscolo in arrivo sussurra di non tormentarsi le mani. Non importa ciò che oggi perdiamo. Non è ancora domani».

22 e 23 ottobre

Teatro Eleonora Duse – Teatro Nazionale di Genova

BIG DATA B&B

di Laura Curino
regia Laura Curino

con la collaborazione artistica di Marco Rampoldi con Laura Curino

e Beatrice Marzorati

Tecnico luce e suono Alessandro Bigatti 

Distribuzione Associazione Culturale Muse

Debutto: Milano, Piccolo Teatro di Milano – Teatro Grassi, 25 novembre 2021

Il progresso tecnologico allevia la fatica. Ogni nuovo passo avanti nello sviluppo di nuove tecnologie serve a delegare alla macchina la fatica umana: la fatica di lavorare; la fatica di muoversi e andare lontano; la fatica di tenere pulita la casa, accendere il fuoco, guidare. Ma… Ma ogni nuova delega di fatica alla macchina comporta anche una parallela delega della nostra capacità di prendere decisioni, fare scelte, esercitare la nostra responsabilità.

Ecco allora lo spettacolo scritto da Laura Curino, con il contributo di un pool di docenti del META, network del Politecnico di Milano che raccoglie studiosi delle facoltà di Ingegneria, Architettura e Design e si occupa delle istanze etiche, filosofiche ed epistemologiche correlate agli sviluppi della scienza, della tecnica e dell’innovazione. Abita nel Big Data B&B (un grazioso bed and breakfast con uso di cucina) un gruppo di eclettici informatici, ciascuno esperto di una specifica branca del digitale. Questo ostello molto speciale è il pretesto per esaminare i diversi aspetti del problema con occhio laico, senza la pretesa di dare risposte, ma con l’obiettivo di suscitare domande. Luogo di trasformazioni alimentari ma anche alchemiche, la cucina della proprietaria è un’isola di comfort, cura e attenzione, dove si può ancora godere, nel breve spazio dei pasti, di calore e vicinanza. Tutti gli ospiti si fidano della loro padrona di casa e della sua sapienza nel preparare tisane ed intrugli “salutari”, eredità di un passato New Age, e non sospettano che lei frughi fra i loro files, indaghi sulle loro vite e sui loro progetti e si stia costruendo un’opinione personale “fai da te” sull’argomento, adoperando le loro stesse armi. Il gioco del teatro, da millenni, è lo spazio elettivo che una comunità sceglie per dibattere le proprie questioni forti, coinvolgendo, oltre ai pensieri, anche i sensi e le emozioni. Al Big data B&B, ci sono ancora camere… libere.

14 e 15 novembre

Teatro Gustavo Modena – Teatro Nazionale di Genova

E R O S

di Elli Papakonstantinou regia Elli Papakonstantinou

Libretto: Louisa Arkoumanea, Elli Papakonstantinou Compositori: Serhii Vilka, Katerina Fotinaki Scenografia: Konstantinos Chaldaios

Sound Design: Giorgos Karyotis

Live Visuals: Yannis Papoutsis, Fanis Sakellariou

Assistenti alla regia: Katerina Kataki, Vivi Petsi

Production management: Korina Kotsiri, Ero Lefa, Ioanna Papakosta

Cast e musicisti: Katerina Fotinaki, Anna Kirsh [soprano], Andrii Koshman [baritono], Zhanna Marchinska [violoncello], Andrey Nadolskyi [percussioni], Serhii Vilka [tastiera, flauto]

La canzone “Eros” è scritta Nalyssa Green

Una coproduzione ODC Ensemble & Nova Opera, sostenuta dal Ministero della Cultura Greco, The House of Europe, Neon organization for culture and development & The Performing Arts Fund NL.

Torna al Festival dell’Eccellenza al Femminile Elli Papakostantinou con ODC Ensamble questa volta con un’opera di Teatro e Musica preparata con un gruppo musicale ucraino durante l’offensiva della Russia in Ucraina. All’inizio di novembre 2021 ODC Ensemble e la regista e librettista di fama internazionale Elli Papakonstantinou hanno iniziato a collaborare con NOVA OPERA – un gruppo di giovani artisti ucraini che esplorano nuovi modi di sviluppare il teatro musicale. Un ampio team di artisti greci ha lavorato insieme agli interpreti ucraini per la creazione di “EROS, in mezzo alla vita c’è la morte“, una nuova produzione operistica basata sul Simposio di Platone. Questo progetto su larga scala è sostenuto dal Ministero greco della Cultura, dalla Casa d’Europa e dalla Casa dello Spettacolo e dal Performing Arts Fund NL.

Il progetto musicale è stato composto da Serhii Vlika di Nova Opera e da Katerina Fotinaki, cantante e polistrumentista pluripremiata. Il lavoro della Fotinaki sulla musica tradizionale greca è ampiamente diffuso in Europa. Il lavoro di composizione di Serhii Vilka (Nova Opera) utilizza metodi compositivi algoritmici ed è eseguito dagli esclusivi musicisti di NOVA OPERA.

Il progetto inoltre, è concepito in un’installazione visiva che coinvolge immagini forti dal mondo delle piante e dei vegetali, della morte e della guerra attraverso telecamere dal vivo sul cibo e corpo umano e testimonianze dalla zona di guerra in un’immersiva “meta-cena”.

Lo spettacolo dà spazio a testimonianze personali documentate dal team ucraino, in seguito ai primi momenti dell’invasione, mentre a livello narrativo un uomo visita i filosofi e i poeti morti del “Simposio” nella speranza di ritrovare la speranza perduta nell’umanità. Possono, nel peggiore dei tempi, l’arte e le testimonianze personali ricostruire la fede nell’umanità?

18 novembre

Teatro Eleonora Duse – Teatro Nazionale di Genova

CLITEMNESTRA

di Luciano Violante
regia Giuseppe Dipasquale

con Viola Graziosi

Una nuova produzione del Teatro Stabile d’Abruzzo

“Ho dimestichezza con l’odore della morte e del sangue…” Così incomincia la narrazione al pubblico contemporaneo di Clitemnestra, regina di Micene e assassina di Agamennone suo marito, scritta per il Teatro Stabile d’Abruzzo da Luciano Violante.

È un canto nel dolore di una madre che ha subito l’ingiusto sacrificio di Ifigenia per mano dell’ambizioso padre, è un canto della purificazione perché condannata a vagare nell’eterno nulla al fine di emendare un omicidio non accettabile nell’alveo del moderno patriarcato occidentale.

Luciano Violante, da tempo studioso del mito classico e del suo messaggio alla modernità, ha dato vita ad un testo poetico di grande bellezza, il racconto di una donna che attende il momento del riscatto (o della vendetta?) con pazienza e fermezza per un tempo così lungo da essere inconcepibile per il pensiero maschile. A dare voce al personaggio sarà Viola Graziosi, interprete di grande sensibilità e talento, protagonista di importanti spettacoli di teatro classico e contemporaneo, premio Actress of Europe 2020 con “Ofelia Suite”, diretta dal regista Giuseppe Dipasquale.

Assassina per vendetta o assassina per giustizia? È la questione posta da Violante nel disegnare la sua Clitemnestra che viaggia dal mito alla contemporaneità sorretta da un fraseggio tragico che scolpisce le parole sulla declinazione di una storia di un esilio perpetuo post mortem.

Io ho già visto Quello che vedrò Già conosco Quello che conoscerò Ho già vissuto Quello che vivrò Questa È la mia pena

19 novembre

Teatro Eleonora Duse – Teatro Nazionale di Genova

LA MUSICA DELL’ANIMA

ritratto di Eleonora Duse tra le note della sua epoca

di MARIA LETIZIA COMPATANGELO

con PAMELA VILLORESI voce recitante

MARCO SCOLASTRA pianoforte

Eleonora Duse: un mito del teatro, un esempio di coraggio, una passionaria innamorata della libertà. Formatasi con l’anima e l’arte in generale, ma soprattutto attraverso la musica.

Ed io, attrice, cavalla selvatica della scena che sempre ha mal sopportato morsi e briglie, come posso non sentirmi in debito, come non amarla? Questo recital è per me un modo di sdebitarmi un po’ con lei, un’occasione (attraverso il bel testo di Maria Letizia Compatangelo) di far conoscere una grande donna e artista italiana, e tanta musica della sua epoca che abbiamo, erroneamente, dimenticato troppo presto, ma che potremo finalmente riascoltare grazie alla maestria e alla sensibilità di Marco Scolastra. Pamela Villoresi

Una storia che racconta il teatro e il cinema mondiali tra otto e novecento e che attraversa la società italiana, con i suoi più grandi protagonisti, dall’Unità d’Italia al fascismo. Il suo stile di recitazione così scarno, intenso, sensuale, denso di pause, fortemente emozionale, era quasi una partitura musicale servendosi di tutto il corpo, del gesto come della parola e dello sguardo. «Le parole sono foderate – diceva Eleonora – bisogna scovarne il senso profondo, quello che sta sotto». Donna indipendente e coraggiosa, artista generosa e esigente, Eleonora Duse fu una pioniera in molti campi dell’arte e della vita.

Grande amica di Matilde Serao, di Ellen Terry, di Isadora Duncan e Gordon Craig, era un’intellettuale curiosa di ogni forma d’arte e la sua storia si intreccia più volte con la storia della musica: dalle melodie di Napoli, città che vide nel 1878 la nascita della sua stella nel firmamento dell’arte, al melodramma di Verdi, Mascagni e Puccini -fino agli Stati Uniti, per la sua ultima trionfale tournée e sullo sfondo il rapporto di amore e rivalità con la grande Sarah Bernhardt.

21 novembre

Foyer Teatro Ivo Chiesa – Teatro Nazionale di Genova

PREMIO IPAZIA ALLA NUOVA DRAMMATURGIA

La Parità di Genere nello spettacolo dal vivo 

meeting

Ore 15:30 

Il Festival vorrebbe creare un luogo deputato di riferimento cittadino e nazionale per attrici, registe, scrittrici, compagnie, performer, drammaturghe di ogni età, per affrontare la questione di genere nello spettacolo, con l’obiettivo di attrarre e valorizzare talenti nella ricerca di nuovi linguaggi e visioni artistiche, e promuovere modi diversi di concepire i ruoli delle donne che operano nello spettacolo dal vivo

Con la partecipazione da tutta Italia delle donne che operano nella comunicazione, nella critica teatrale e nel giornalismo di settore, blogger e social manager, per confrontarsi e aprire il dibattito sui ruoli delle donne nei diversi settori dello spettacolo dal vivo: critica teatrale, organizzazione, distribuzione, produzione, regia, drammaturgia.

In collaborazione con: Teatro e Critica, DRAMMA.it, Teatro e Cinema Contemporaneo, Università degli Studi di Padova, Università degli Studi di Genova, Università degli Studi Roma Tre Università di Siviglia (Spagna) e Università di Salamanca (Spagna), Reti e Associazioni femminili.

22 novembre

Foyer Teatro Ivo Chiesa – Teatro Nazionale di Genova

PREMIO IPAZIA ALLA NUOVA DRAMMATURGIA

Presenta

Con la partecipazione della Giuria Premio Ipazia

Ore 16:00

Presentazione Opera vincitrice Premio Ipazia Nuova Drammaturgia 2022– X edizione

a seguire

Lancio PREMIO IPAZIA ALLA MIGLIORE ATTRICE

Premio all’attrice che ha saputo coniugare talento, ispirazione artistica e impegno nella battaglia per i diritti delle donne e la parità di genere nello spettacolo dal vivo. Il PREMIO IPAZIA risponde nello Spettacolo dal Vivo al Goal n 5 dell’agenda ONU 2030 (raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze).

23 e 24 novembre

Teatro Eleonora Duse – Teatro Nazionale di Genova

SOUVENIR DE KIKÌ

Tratto da “Diario di una modella” di Kiki di Montparnasse

con Manuela Kustermann drammaturgia, immagini e regia Consuelo Barilari

Le voci di Hemingway, Soutine, Man Ray, Fujita sono di Roberto Alighieri, Fabrizio Matteini, Noureddine e David Gallarello

Installazione “Libellus” di Marzia Migliora e Ilenia Corti (Artista Galleria Lia Rumma) Light designer Liliana Iadeluca,

video proiezioni Matteo Zingirian e Gianluca De Pasquale Costume Francesca Parodi

Scenografa Assistente Cri Eco

Produzione Schegge di Mediterraneo/ Festival dell’Eccellenza al Femminile

Erano esattamente 100 anni fa, il novembre del 1922 quando Alice Prin alias fu proclamata regina di Parigi. Icona delle avanguardie artistiche del ‘900, musa di una rivoluzione senza pari al fianco di Picasso, Modigliani, Cocteau, Soutine, Fujita, Man Ray, Kiki fu anche cantante, attrice, pittrice.

Pochi anni dopo il 1922 usci il suo diario, con un’introduzione di Ernest Hemingway:

“Se siete stanchi dei libri scritti dalle signore scrittrici d’oggigiorno, eccovi un libro scritto da una donna che non fu mai una signora. Per circa dieci anni, come spesso capita, ̀ ̀ , ma questo naturalmente è molto diverso dall’essere una signora”.

Lo spettacolo Souvenir de Kiki,  che  porta   in   scena Manuela Kustermann, icona/modella della prima avanguardia teatrale del ‘900, si riempie di ulteriore significato attraverso l’incipit scritto da Franco Cordelli appositamente per lo spettacolo, in omaggio alle rivoluzioni portate sul palcoscenico dal Teatro, dall’Arte e dalla Cultura.

“Kiki aveva un bel viso e ne aveva fatto un’opera d’arte. Aveva un corpo meraviglioso e una bella voce; fu un’icona e certamente dominò l’epoca di Montparnasse più di quanto la Regina Vittoria non abbia dominato l’epoca vittoriana.”

25 e 26 novembre

Teatro Eleonora Duse – Teatro Nazionale di Genova

IN NOME DELLA MADRE

di Erri De Luca con Galatea Ranzi

regia Gianluca Barbadori costume Lia Francesca Morandini

produzione Teatro Biondo Palermo

in collaborazione con soc. coop. Ponte tra Culture / AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrali con il patrocinio di Regione Marche

Facendo ricorso al linguaggio semplice e terso della poesia, Erri De Luca racconta la gravidanza di Miriàm/Maria. Il Talmud, oltre un decennio di studi biblici e gli storici romani gli forniscono dati preziosi per dare alla sua storia uno sfondo credibile. Ma non è un’urgenza storiografica, quello che muove De Luca, piuttosto, è il desiderio di raccontare «qualcosa che non c’è», una versione laica e poetica della nascita di Gesù. In nome della madre è un testo pieno di Grazia, che commuove e fa riflettere credenti e laici. La messa in scena intende creare un intimo momento di incontro col pubblico. Miriàm/Maria, donna oramai adulta che ha accettato con consapevolezza il destino di suo figlio, desidera condividere con noi la sua esperienza personale, senza fronzoli, invitandoci a ri- trasmettere il suo messaggio di amore, coraggio e speranza.

In nome della madre è la storia, narrata in prima persona, di Miriàm, una ragazza della Galilea che ha una strana visione nella quale un angelo le annuncia che avrà un figlio e le profetizza per lui un destino di grandezza. Subito dopo, la giovane scopre di essere incinta. Dopo qualche titubanza, decide di avvertire Iosef, il suo promesso sposo. Miriàm sa perfettamente che rischia di essere lapidata, ma rifiuta ogni menzogna, rivendicando il mistero della sua gravidanza e la sua assoluta buona fede. Iosef, anche in seguito ad un sogno premonitore, decide che le nozze avranno luogo come previsto, sfidando i benpensanti di Nazaret e le leggi del tempo. Intanto, gli odiati occupanti romani organizzano un censimento e per i giovani sposi si prepara un viaggio, lungo e difficile, a pochi giorni dal parto.

30 novembre

Teatro Eleonora Duse – Teatro Nazionale di Genova

GIOVANNA D’ARCO

di Maria Luisa Spaziani con Gaia Aprea regia Gaia Aprea Suoni e musiche a cura di Davide Pennavaria

“È una favola, se si vuole, dalla quale però la Giovanna d’Arco storica esce intatta con la sua fede, il suo slancio, la sua genialità, la sua verità, il suo assoluto disinteresse, la sua travolgente simpatia”. Giovanna non muore è in mezzo a noi!

Giovanna la Pulzella è un mito che non smette di parlare ed affascinare con l’intricato mistero che da sempre porta con sé.

Maria Luisa Spaziani ne rimane affascinata sin dall’età di 12 anni e per tutta la vita porta avanti i suoi studi su questa giovane donna e sui racconti che la circondano. Quando decide di scrivere questo romanzo popolare in sei canti in ottave ed un epilogo lo fa, per sua stessa ammissione, quasi sotto dettatura, come se la sua mano fosse stata guidata… ed opta per la versione dissidente della storia e della leggenda che ammantano la figura di Giovanna. La Pulzella, di umilissime origini contadine, si sente chiamata da Dio alla liberazione del territorio francese occupato dagli inglesi. Ottiene misteriosamente il comando di un’armata, misteriosamente mostra eccellenti doti tattico/ militari, misteriosamente si mette a parlare un francese perfetto e non il dialetto del suo paese…misterioso è tutto…tanto che per la corte di Francia questa figura diviene imbarazzante. Giovanna fu quindi arrestata e condannata al rogo dall’inquisizione il 30 maggio 1431, a 19 anni. Ma fu veramente lei a morire sul rogo? Qui la Spaziani dà corpo alla versione dissidente per la quale Giovanna fu sostituita sul rogo, non bruciò lei ma un’altra al suo posto…e lei? Lei andò sposa a Roberto des Armois! La Spaziani ci restituisce una Giovanna moderna, che avendo rinnegato il suo destino conosce il tormento del rimorso, della frustrazione, della Noia… sino a trovare lei stessa liberazione dai mali gettandosi volontariamente nel fuoco. Il linguaggio poetico però è sempre altissimo, come se la Pulzella potesse essere toccata solo dalla poesia. Solo la poesia si può avvicinare al mistero.

2 dicembre

TIQU – Teatro Internazionale di Quartiere

ROSADILICATA

Il Canto che Libera. Canti e cunti di Rosa Balistreri

drammaturgia di Chiara Casarico con Chiara Casarico

musiche dal vivo Roberto Mazzoli, Stefania Placidi regia Emilia Martinelli

scenografia Lorenzo Terranera consulenza Musicale Gabriella Aiello disegno Luci David Barittoni foto Federica Principi organizzazione Laura Gentile e Stefano Romanelli

Produzione Il NaufragarMèDolce 

Rosa Balistreri è uno di quei personaggi che appartengono all’immaginario più profondo della mia terra d’origine, la Sicilia. Rosa – come molti siciliani – fu costretta ad emigrare e vivere lontano dalla sua terra. Nata da famiglia poverissima, lei, semianalfabeta, riuscì a riscattarsi dalla sua condizione di miseria e diventare amica di grandi come Guttuso, Sciascia e Amalia Rodriguez, incarnando un modello di donna che non si arrende e che lotta per la propria emancipazione. Un’icona che rappresenta in maniera forte il rapporto difficile, di odio e amore, che molti siciliani, forse quelli dallo spirito più libero ed irrequieto, hanno nei confronti della loro terra. Un’icona della Sicilia, della sua carnalità, della sua voglia di onestà, del suo modo di amare, passionale e intenso… Come ha scritto Ignazio Buttitta, che collaborò con lei e le fu amico, “ogni volta che cercheremo le parole, i suoni sepolti nel profondo della nostra memoria, quando vorremo rileggere una pagina vera della nostra memoria, sarà la voce di Rosa che ritornerà a imporsi con la sua ferma disperazione, la sua tragica dolcezza …” È proprio questo contrasto tra la durezza e la dolcezza di Rosa che ci spinge a voler mettere in scena la sua storia a più di venticinque anni dalla sua scomparsa. L’idea nasce da un lavoro di ricerca sul canto popolare, cominciato grazie all’incontro artistico con Lucilla Galeazzi. Una ricerca a partire dalla voce e dal canto, che ha portato alla necessità di raccontare la faccia di una Sicilia poco conosciuta, dando risalto ad una figura femminile eccezionale e controversa. Obiettivo del lavoro è quello di dare corpo e voce ad una donna che ha avuto la forza e il coraggio di andare contro le “regole” di una società arcaica e maschilista e che è riuscita ad affrancarsi da una condizione di subalternità grazie al canto.

6 e 7 dicembre

Sala Mercato – Teatro Nazionale di Genova

BENJI

Adult Child- Dead Child

Di Claire Dowie

Traduzione Anna Parnanzini e Maggie Rose Interprete Chiara Tomarelli

Regia Pierpaolo Sepe Costumi Barbara Bessi Produzione Ass.Cult. Inarte

Quando da bambino

Non vieni amato, quando non c’è amore

Quando hai questa sensazione che non riesci a spiegare Questa sensazione dentro di te, che non riesci a spiegare Non sai dire cos’è, non puoi dire che è mancanza d’amore Perché non hai le parole

Hai solo questa sensazione, ma non hai le parole Le parole per dire che nessuno ti ama. Non amato.

Così inizia Benji, testo teatrale scritto da Claire Dowie, presentandoci subito la crepa dentro la quale si dipanerà e costruirà la vita di una bambina, poi ragazza. Benji racconta di un grave disagio psichico, mettendo in scena una personalità scissa che per esistere in una collettività oppressiva deve crearsi un amico immaginario.

Attraverso il racconto della sua vita, dall’infanzia, piano piano si disvelano le emozioni più profonde di questa

giovane donna, entrando nel vortice del suo pensiero e del suo disagio.

Qual è il confine tra normale e non? Quale forza e azione ha l’ambiente circostante nella crescita della propria identità, più o meno solida? La ferita in Benji è esistenziale, con lei assistiamo al suo dolore di vivere, alla sua incapacità di capire e capirsi. Insieme a lei ci ritroviamo catarticamente impotenti di fronte alla sofferenza mentale, alla rabbia, alla mancanza d’amore… che troverà forse, un riscatto alla fine del suo racconto. Della giovane donna sappiamo tutto, ma non il nome. Benji è il nome della sua amica immaginaria, prodotto di una mente bambina, che cerca riparo e equilibrio in una realtà altra.

Benji è una peste, una canaglia, una vera bestia, come dice lei. È tutto ciò che dentro di lei urla per essere ascoltata e aiutata. Ma non riesce ad essere accolta dal mondo esterno, dai genitori, dai professori, dai medici.

Il testo mette in luce anche il grande tema del destino intrecciato tra genitori e figli, della difficoltà di essere dall’una e dall’altra parte, dell’incapacità di ascoltare un figlio diverso dalle aspettative, di qualcuno che non risponde come dovrebbe, come ci si aspetterebbe.

Benji ci commuove immensamente, non possiamo far altro che viaggiare con lei per capire meglio le fragilità che ci appartengono. Ad ognuno di noi.

8 e 9 dicembre

Sala Mercato – Teatro Nazionale di Genova

CUÒRE: SOSTANTIVO MASCHILE

Drammaturgia Angela di Maso dalla Storia di Alvia e Daniela
con Daniela Giovanetti Alvia Reale
Regia Alvia Reale

Spazio scenico, luci, immagini Francesco Calcagnini Costumi Sandra Cardini Assistente alla regia Ilaria Iuozzo Assistente costumi Thiago Marcondes

Alvia Reale, Daniela Giovanetti con la drammaturga Angela di Maso tentano l’impresa di essere sincere. CUÒRE nasce così, come un dialogo pubblico sul Teatro, sulla morte, sulla nostra vita. E, si prova ad andare, senza pudore, in luoghi della propria memoria e della propria intimità, nel tentativo di trasformare la propria vita in qualcosa di collettivo. Sono io, ma non proprio, non solo… Così tra autobiografia e incubi, la voce umana diventa quella di animali, per poi trasformarsi in passi di danza, in ricordi di note cantate. Fino all’incontro davanti ad un Teatro chiuso, per dirsi che nonostante tutto non è finita. L’ultimo spettacolo sarà meraviglioso

Dopo questo anno drammatico, il pensiero di tornare a lavorare nello stesso modo, con un regista che sceglie per te il testo, con un teatro che sceglie per te i compagni di lavoro e le modalità, ci è parso non sopportabile. Nel frattempo io personalmente, ho dovuto fare i conti con la morte di mia madre, con il suo funerale deserto, con la paura di non essere più neanche in grado di saper raccontare delle storie. Di questo abbiamo parlato con Daniela, quando ci siamo incontrate davanti ad un Teatro chiuso. Abbiamo azzardato: Perché non parlare di noi? “Non c’è agonia più grande che tenere una storia non raccontata dentro di sé. Perché non ci sono solo storie buone, ci sono anche storie di odio, di dolore, di inimicizie e delusioni. Come scrive Karen Blixen «tutti i dolori possono essere sopportati se vengono messi in un racconto». Alvia Reale

Note del Drammaturgo Il lavoro drammaturgico su Cuò-re nasce da tre desideri: quello mio, di Alvia e di Daniela di creare qualcosa insieme, che fosse un progetto originale, ma in cui il concetto di originalità fosse sinonimo di verità. Ma la verità è anche un percorso da fare, non un traguardo da cui partire. E si sa che noi tutti preferiamo ignorarla, la verità. Per non soffrire. Per non guarire. Perché altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere. Cuò-re diventa un luogo in cui a noi tutti è dato ritrovarsi. Riconoscersi. Angela Di Maso

10 e 11 dicembre

Teatro Eleonora Duse – Teatro Nazionale di Genova

CAMILLE CLAUDEL

La distruzione del talento femminile

testo teatrale originale DACIA MARAINI

con MARIANGELA D’ABBRACCIO

regia e immagini CONSUELO BARILARI luci LILIANA IADELUCA

Scenografo assistente CRI ECO progetto video e suono Sound Fiction

Produzione Schegge di Mediterraneo/Festival dell’Eccellenza al Femminile

“Mia sorella Camille aveva una bellezza straordinaria, e anche un’energia, un’immaginazione, una volontà eccezionali. E queste superbe doti non sono servite a nulla: dopo una vita estremamente dolorosa, è arrivata a un completo fallimento… Gli splendidi doni che la natura le aveva offerto sono serviti soltanto a renderla infelice…” Paul Claudel

Camille Claudel (1864 –1943) fu la più grande e riconosciuta scultrice di tutti tempi, vittima di un doloroso processo di “distruzione del talento femminile” ad opera del suo maestro e amante, della famiglia e delle società di cui ci dà lucida lettura riscattandola come vittima di un sistema coercitivo, Dacia Maraini nel suo testo teatrale a cui presta il volto e il corpo Mariangela D’Abbraccio.

Camille scultrice allieva di Alfred Boucher a diciott’anni conobbe August Rodin, al tempo già quarantunenne, e se innamorò e divenne sua musa e amante. Fra Rodin e la Claudel nacque un legame che travalicò il rapporto amoroso per diventare fonte d’ispirazione artistica ed energia creativa per entrambi. Rodin “narra” l’evolversi del suo amore verso la Claudel in numerosi disegni che sono allocati presso il Museo Rodin a Parigi. Quegli anni di intensa passione finirono con la creazione della scultura in bronzo La Valse, del 1891, che Camille scolpì dopo la relazione col compositore Claude Debussy. La relazione con Rodin, si concluse la sciando Camille prostrata nel dolore ma determinata a intraprendere un percorso personale di autoaffermazione. Nascono in questi anni opere come Clotho nel 1893, le varie versioni di la Petite Châtelaine, iniziato nel 1893 e poi ripreso nel 1895 e nel 1898, e nel 1907, l’Age mûr, il suo capolavoro.

Dalla fine della storia d’amore per Rodin emergono i segni di un disordine mentale che Camille espresse poi nel processo di annientamento di se stessa e delle sue opere. Incompresa e ignorata dalla madre e dal fratello Paul nel 1913 fu fatta rinchiudere e abbandonata a se stessa in un manicomio vicino Parigi.

Successivamente trasferita nel manicomio a Montdevergues, vi morì il 19 ottobre del 1943, in solitudine ed aspettando invano la visita del fratello e della madre, alla quale aveva ripetutamente chiesto di essere riaccolta in casa. Restano innumerevoli lettere, pagine scritte, frasi, immagini e disegni per tratteggiare la sua storia. Lo spettacolo raccoglie i pensieri, le frasi, i suoni, le emozioni della sua lunga prigionia durata trent’anni. Le sue opere e la sua arte sono solo ricordi di emozioni ormai lontane. La luce dei ricordi filtra attraverso dispositive, istantanee in cui forme scultoree e colore entrano come personaggi.

FESTIVAL ECCELLENZA AL FEMMINILE XVIII EDIZIONE NEXT GENERATION WOMEN – ICONE

BIOGRAFIE ARTISTI

ANGELICA OLIMPIA BRADAMENTE E LE ALTRE….

Le donne dell’Orlando Furioso

Progetto giovani under 30 da l’Orlando furioso di Ludovico Ariosto

Gli 8 attori under 35 Gaetano Aiello, Cecilia Bartoli, Maria Carla Generali, Valeria Gucciardo, Elisabetta Mancusi, Marco Menegon, Francesco Pelosini, Ilaria Pianese, scelti nei provini nazionali al Teatro Alfieri di Castelnuovo Garfagnana saranno in scena per dare voce ai versi dell’Orlando Furioso in 13 puntate attraverso le storie e lo sguardo dei suoi personaggi femminili, insieme a 8 nuovi attori scelti con provini nazionali. (giugno 2021/ ottobre 2022)

Blas Roca Rey Nato in Perù, figlio dello scultore peruviano Joaquin Roca Rey, si trasferisce in Italia lavorando come attore. Tra i suoi lavori, i film: Facciamo fiesta (1997), regia di Angelo Longoni, Ecco fatto (1998) e Ricordati di me (2003), entrambi diretti da Gabriele Muccino, e La cena per farli conoscere (2007), regia di Pupi Avati. Nel 1987 appare nel cortometraggio Exit di PinoQuartullo e Stefano Reali che verrà candidato all’Oscar come miglior cortometraggio. Tra i lavori peril piccolo schermo, le fiction Valeria medico legale (2000-2002), regia di Gianfrancesco Lazotti,e Scusate il disturbo (2009), regia di Luca Manfredi. Dal 2007 al 2009 è stato guest star di Un posto al sole, dove ha interpretato “Cesare D’Onofri”.

Andrea Nicolini attore e musicista attivo già da vari anni sulla scena nazionale e internazionale.

Si è diplomato presso la Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova; ha conseguito il Compimento Medio di pianoforte e ha studiato Composizione presso il Conservatorio “N. Paganini” di Genova.

Scrive musica per spettacoli dal 1983, quando era a scuola di recitazione. Da allora ha composto per Besson, Langhof, Sciaccaluga, Binasco, Ferrini, Zanussi, Garella, Lavia, Branciaroli, Nancy Brilli, Maddalena Crippa ecc. ecc. Partecipa a reading sul palco con E.A. Evtushenko; M. Ondatchee; Lou Reed; Mahamoud Darwish ecc. Ha scritto il testo di “Don Chisciotte una stramberia musicale”, “Alice”, “Peter Pan”, “Pinocchio”, “Pulcinella, la luna e il pozzo”, “Uscito dalla trincea”, “I Garibaldini”, “Senza libri, senza chitarra e senza cielo”, tutte opere di teatroconcerti.

Ha scritto soprattutto per teatro alcuni testi che ha messo in scena in diverse situazioni teatrali. Recita con Gabriele Lavia, Mariangela Melato, Mario Scaccia, Giulio Bosetti, Franco Branciaroli, Monica Guerritore, Maddalena Crippa, Eros Pagni, Mariano Rigillo, Massimo Venturiello, Elisabetta Pozzi, Massimo Ghini, Claudio Amendola.

Danièle Sulewic Artista visiva, costumista, scultrice, ceramista, curatrice. Nasce a Parigi nel 1950, Studia all’Accademia di Belle Arti di Jerusalem e vive in Liguria dal 1973. Collabora con Emanuele Luzzati dal 1974 al 2007 ed è su suo suggerimento che approda alla fine degli anni ’70 Albisola, dove partecipa alla vita artistica ed avvia la sua attività di ceramista.

Viaggia molto all’estero e lavora a Stoccolma, Cuba, Australia, Israele, Francia, Vietnam. Su esposizioni personale sono state realizzate a Genova, Bari, Roma, Zagabria, Parigi, Melbourne, Jerusalem, Monaco di Baviera. Fin dalle origini nel 1975 è socia dell’allora Cooperativa Teatro della Tosse, per cui ha poi realizzato costumi ed installazioni di sculture per numerosi allestimenti collaborando con registi come Aldo Trionfo, Tonino Conte, Egisto Marcucci, Filippo Crivelli, Emanuele Conte.

Numerosi anche i progetti in campo sociale con corsi di formazione e ricerche per i servizi per l’infanzia e la salute mentale a Genova, Reggio Emilia, Lione, Metz, Matera, Bari, Trieste, l’Avana e Pinar del Rio (Cuba). Dal 1995 e il 2011 è al Teatro di Roma come costumista e scenografa dei Laboratori Teatrali Integrati, progetto sperimentale promosso dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Roma e dal Provveditorato agli Studi. Fra il 2008 e 2010 è artista in residenza come costumista e scenografa al Teatr Nowy di Poznan (Polonia).

Dal 2012 al 2019 conduce un laboratorio di scenografia integrato per il comune di Roma e la ASL Roma. Tra le mostre firmate come curatrice:

Nel 2021 Luzzati Experience per i 100 Anni dalla nascita, mostra immersiva – Palazzo della Borsa Genova – con Paolo Bonfiglio, direzione artistica Emanuele Conte

Nel 2019 “Viaggio nel mondo Ebraico con Emanuele Luzzati” – Museo Ebraico di Genova.

Nel 2016-Peggy Guggenheim – La valigia dell’arte. Palazzo Ducale di Genova – con Alberto Rizzerio Nel 2015 Tonino Conte: 2 volte 40 un compleanno Patafisico –Palazzo Ducale di Genova – Produzione Fondazione Luzzati teatro della Tosse.

Nel 2013 “Viaggio Teatrale Tra Gioco E Ricordo Con Ubu nelle opere di Danièle Sulewic e Tonino Conte” – Casa dei Teatri, Roma

Nel 2010 “Tutto il teatro in un manifesto Polonia 1989/2009” – Progetto di Sergio Maifredi, Casa dei Teatri di Roma

Emanuele Luzzati (Genova, 3 giugno 1921 Genova, 26 gennaio 2007)

Soprattutto noto come scenografo e illustratore, è stato un maestro in ogni campo dell’arte applicata. Nato a Genova nel 1921, diplomato all’Ecole des Beaux Arts di Losanna, ha collaborato con registi, architetti, artisti e scrittori di fama internazionale.

Luzzati è interprete di una cultura figurativa abile e colta, capace di usare con maestria ogni sorta di materiale: dalla terracotta allo smalto, dall’intreccio di lane per arazzi all’incisione su supporti diversi, ai collage di carte e tessuti composti per costruire bozzetti di scene, di costumi, di allestimenti navali. La ricchezza del suo mondo fantastico, l’immediatezza ed espressività del suo stile personalissimo ne hanno fatto uno degli artisti più amati ed ammirati nel nostro tempo.

Nel 1970 dirige un cortometraggio di 10 minuti d’animazione intitolato Alì Babà. Nel 1972 espone alla Biennale di Venezia nella sezione Grafica Sperimentale. Nel 1975, assieme a Aldo Trionfo e Tonino Conte, è fondatore del Teatro della Tosse per il quale realizzerà scene e costumi di moltissimi spettacoli. Dal 1981 al 1984 una sua mostra, intitolata Il sipario magico di Emanuele Luzzati, allestita dall’Università di Roma a cura di Mara Fazio e Silvia Carandini, gira in Italia e all’estero. Illustra nel 1988 le Fiabe del focolare dei fratelli Grimm per le Edizioni Olivetti, e in seguito, per le Edizioni Nuages, Candido di Voltaire, Pinocchio di Collodi, Alice nel paese delle meraviglie di Carroll, il Decamerone di Boccaccio, Peter Pan di James Barrie e Il Milione.

Nel marzo del 1990 si inaugurano a Reggio Emilia, Cavriago, Sant’Ilario e Montecchio quattro sezioni di una grande mostra dedicata all’opera complessiva di Luzzati. Avendo ottenuto due nomination all’Oscar per i suoi film d’animazione, realizzati con Giulio Gianini, La gazza ladra (1965) e Pulcinella (1973) viene nominato membro dell’AGI (Alliance Graphique Internationale) e dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Nel 1992 gli viene conferita dall’Università di Genova, sua città, la laurea honoris causa in Architettura. L’anno dopo viene allestita la mostra Emanuele Luzzati Scenografo, presso il Centre Georges Pompidou di Parigi a cura dell’Unione dei Teatri d’Europa. L’evento verrà ripreso poi a Roma, Firenze, Bellinzona, Milano, Genova, dove la mostra viene arricchita con un’ampia sezione dedicata all’illustrazione, e Salonicco.

Nel 1995 riceve il Premio Ubu per la scenografia del Pinocchio prodotto dal Teatro della Tosse di Genova.

Nel 1997 allestisce per il Comune di Torino, in Piazza Carlo Felice (Piazza della Stazione), un grande presepio, mescolando ai personaggi tradizionali le figure delle favole più conosciute. Nel 1998 progetta un parco giochi per bambini per il Comune di Santa Margherita Ligure, ispirato al Flauto Magico di Mozart. Nella casa natale di Mozart a Salisburgo, viene presentata la mostra I Mozart di Luzzati.

Nel 2000 sono allestite le mostre Emanuele Luzzati. Viaggio nel Mondo Ebraico al Palazzo della Triennale di Milano e Luzzati-Rodari al Palazzo delle Esposizioni a Roma. Per le Edizioni Laterza esce il volume di Rita Cirio e Emanuele Luzzati Dipingere il teatro un’intervista su sessant’anni di scene, costumi, incontri.

Nello stesso anno con la mostra I Mozart di Luzzati, viene inaugurato a Genova il suo museo permanente nell’edificio cinquecentesco di Porta Siberia (Area Porto Antico). Tra le mostre tematiche che seguiranno fino al 2010 si citano: Luzzati incontra Rossini 1960-2001, La grafica teatrale, Luzzati e le Ombre, Emanuele Luzzati. Genova di tutta la vita, L’Opera lirica del ‘900, Viaggio nel mondo ebraico, La porta della fiaba, Luzzati e Rodari. I segni della fantasia, Le navi di Luzzati, Gianini e Luzzati. Cartoni animati, Costantini Luzzati. Una notte all’Opera. Negli ultimi anni ripubblica nella collana Le rane di Interlinea edizioni i suoi capolavori per l’infanzia, Alì Babà e i quaranta ladroni e La tarantella di Pulcinella, da cui aveva tratto i celebri cartoni animati. La nuova edizione degli albi gli vale nel 2005 il premio Andersen.

Nel 2002 crea le scene per Il Flauto Magico di Mozart allestito al Teatro dell’Opera Carlo Felice di Genova. Nel 2003 disegna, per il teatro Trianon di Napoli, le scene della sacra rappresentazione La cantata dei Pastori, riscritta, diretta e interpretata da Peppe Barra (premio Eti – gli Olimpici del teatro 2004, per la «migliore commedia musicale»). Nel 2004, per il Corriere della Sera, realizza le illustrazioni delle cantiche della Divina Commedia di Dante Alighieri. Dopo i costumi del Don Chisciotte, regia di Scaparro, le scene de Il Campiello di Goldoni e quelle del balletto Lo Schiaccianoci di Čajkovskij per la coreografia di Amedeo Amodio, realizza nel 2006 la scenografia di Hänsel e Gretel di Humperdinck per l’Opera Theatre di Saint Louis.

Nel 2005 realizza il film d’animazione “Genova, Sinfonia della Città”, scritto e diretto da Luigi Berio e con la musica originale di Stefano Cabrera. In 15 incalzanti minuti Genova è reinventata e celebrata come mai era stato fatto prima.

Colpito da malore improvviso, muore a Genova il 26 gennaio 2007 nella casa dove ha abitato tutta la vita.

TIRESIAS (mito e rinascita)

da Hold your own/Resta te stessa di Kate Tempest

traduzione di Riccardo Duranti regia Giorgina Pi con Gabriele Portoghese

dimensione sonora Collettivo Angelo Mai produzione BLUEMOTION

BLUEMOTION è una formazione nata a Roma all’interno dell’esperienza artistica e politica dell’Angelo Mai. Performer, registi, musicisti e artisti visivi si uniscono per creare a partire dalle proprie suggestioni, confrontando i propri sguardi sul presente e sull’arte. Le opere di Bluemotion sono sempre creazioni collettive, risultato dello scambio e delle visioni dei membri del gruppo. Bluemotion crea, vive e condivide nello spazio indipendente per le arti Angelo Mai. Gli artisti di Bluemotion sono anche attivisti nel campo dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori dello spettacolo. A marzo 2014 gli artisti di Bluemotion hanno subito accuse molto gravi che tentavano di tradurre il loro impegno politico in atti criminosi. Dopo più di un anno sono stati scagionati da ogni accusa. Dal 2015 Bluemotion è impegnata nella diffusione in Italia dell’opera della drammaturga inglese Caryl Churchill, partecipando al progetto teatrale ed editoriale Non Normale, Non Rassicurante. Progetto Caryl Churchill, attraverso mise en espaces, traduzioni, radiodrammi [in particolare Non Non Non Non Non Abbastanza Ossigeno per Rai Radio3] esoprattutto direzione di spettacoli tra cui Caffettiera Blu, Settimo Cielo, Not not not not not enough oxygen. Dal 2019 lavora sulla scrittura della poeta, rapper e performer Kate Tempest, a dicembre 2019 debutta con Wasted e a febbraio 2020 inizia il progetto Tiresias che vince nel 2020 il Premio Rete Critica e nel 2021 tre Premi UBU. L’Angelo Mai e Bluemotion nel 2016 ricevono il premio Ubu Franco Quadri.

Giorgina Pi è un’artista nata e cresciuta a Roma. Si laurea in Dams, si specializza a Parigi con una tesi sugli spettacoli shakespeariani del Théâtre du Soleil, conciliando fin da principio l’interesse per il teatro e i gender studies. Autrice di saggi e articoli è dottoranda in comparatistica presso le Università di L’Aquila con Massimo Fusillo e Paris 8 con Nadia Setti, concentrandosi sulle riscritture contemporanee di miti greci firmate da donne. Regista, attivista, videomaker, femminista, fa parte del collettivo artistico Angelo Mai – spazio indipendente per le arti di Roma (Premio Franco Quadri 2016). Con il gruppo Bluemotion realizza spettacoli e immagina ambientazioni, in una ricerca che coniuga arti della scena, ricerca visuale e musica dal vivo. Ha collaborato con vari artisti tra cui Motus, Fanny & Alexander, Balletto Civile. Ha lavorato approfonditamente sui testi della drammaturga inglese Caryl Churchill, attraverso mise en espaces, traduzioni, radiodrammi [in particolare Non Non Non Non Non Abbastanza Ossigeno per Rai Radio3] e soprattutto direzione di spettacoli tra cui Caffettiera Blu, Settimo Cielo, Not not not not not enough oxygen. Dal 2019 lavora sulla scrittura poetica di Kate Tempest, realizza gli spettacoli Wasted e Tiresias e la performance video Tiresias B Side. Tiresias vince il Premio Rete Critica 2020 e 3 premi UBU nel 2021. Nel 2021 è regista dell’opera The rape of Lucretia di Benjamin Britten prodotta dal Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto e di Sherpa, scritto da Roland Shimmelpfennig ed inserito nel G8 Project del Teatro Nazionale di Genova.

Gabriele Portoghese Il suo percorso è iniziato sotto la guida di Carlo Cecchi. Nel tempo ha lavorato, tra gli altri, con Andrea Baracco, Ferdinando Bruni, Fabio Cherstich, Giorgio Barberio Corsetti, Valentina Rosati, Roberto Rustioni, Federica Santoro, Fabio Condemi. Nel 2019 ha interpretato il ruolo di Amleto, per la regia di Valerio Binasco, nell’omonimo testo shakespeariano Incontra Giorgina Pi e la compagnia Bluemotion, lavorando sul primo testo teatrale di Kate Tempest, Wasted. Quando l’esperienza stava per esaurirsi è parso naturale continuare il viaggio insieme. Per farlo hanno scelto una storia di iniziazione e di trasformazione, quella di Tiresia.

Kae Tempest, pseudonimo di Kate Esther Calvert (Westminster, 1985), fa coming out non binario nel 2020 annunciando pubblicamente il nuovo nome – Kae (pronunciato come la lettera K in inglese)

Tempest – e la preferenza per l’utilizzazione del pronome plurale e non di genere (in inglese) “they”.

Da allora le sue biografie si sono adeguate a questa indicazione.

La raccolta poetica Brand New Ancients vince il Ted Hughes Award 2012, uno dei massimi premi inglesi per la poesia, mentre nel 2014 la Poetry Book Society (fondata da T.S. Eliot) inserisce il nome di Kae Tempest nella lista, stilata ogni dieci anni, dei Next Generation Poets per la raccolta poetica Hold Your Own. I dischi Everybody Down (2014) e Let Them Eat Chaos (2017) sono stati candidati per il Mercury Music Prize. Il secondo è accompagnato dall’omonima raccolta di poesie, che a sua volta ha avuto una candidatura per il Costa Book of the Year nella categoria “Poesia”. Il terzo album, The Book of Traps and Lessons è stato pubblicato nel 2019 e candidato per l’Ivor Novello Award. L’ultima raccolta poetica si intitola Running Upon the Wires. Il romanzo d’esordio The Bricks That Built the Houses è premiato con un Books Are My Bag Readers destinato ai migliori scrittori esordienti.

Fra le opere teatrali commissionate a Kae Tempest si citano: Wasted, Hopelessly Devoted      e Paradise, riscrittura del Filottete di Sofocle che sarebbe dovuto andare in scena al National Theatre lo scorso anno, poi rimandato per la pandemia ma pubblicato da Picador.

A ottobre 2020 la casa editrice Faber ha pubblicato il primo testo di non-fiction a firma Kae Tempest, On Connection. In Italia i libri di Kae Tempest sono pubblicati dalle Edizioni E/O. La Biennale di Venezia le ha attribuito il Leone d’Argento 2021.

BIG DATA B&B (tecnologia)

Testo regia Laura Curino

con Laura Curino e Beatrice Marzorati

con la collaborazione artistica di Marco Rampoldi Produzione Piccolo Teatro di Milano – Muse.

Laura Curino

Autrice e attrice torinese, tra i maggiori interpreti del teatro di narrazione, Laura Curino alterna nel suo repertorio testi di nuova drammaturgia e testi classici. Tra i fondatori del Teatro Settimo ha partecipato come attrice e autrice alla maggior parte delle produzioni nei 25 anni di vita della compagnia.

Dal 2001 ha collaborato con numerosi teatri – tra cui Teatro Stabile di Torino e Piccolo Teatro di Milano – festival, aziende, istituzioni, radio e televisione. Insegna scrittura teatrale all’Università Cattolica di Milano e tiene conferenze, seminari e laboratori in Italia e all’estero. II tema del lavoro, il punto di vista femminile sulla contemporaneità, l’attenzione per le nuove generazioni sono fra gli elementi fondanti della sua scrittura.

Tra i tanti testi e spettacoli messi in scena: due sulla storia della famiglia Olivetti; Il Signore del cane nero su Enrico Mattei; Bella e Fiera, Milano attraverso la storia della sua Fiera; La lista su Pasquale Rotondi, Soprintendente che salvò migliaia di capolavori d’arte durante la Seconda Guerra Mondiale; Natasha ha preso il bus, di cui ha curato la regia, sul mondo delle badanti; Il rumore del silenzio dedicato alle vittime della strage di Piazza Fontana. È inoltre interprete di numerosi spettacoli per la regia di: Consuelo Barilari, Alessandro D’Alatri, Simone Derai, Corrado D’Elia, Anna Di Francisca, Ivana Ferri, Luca Micheletti, Cristina Pezzoli, Marco Rampoldi, Renato Sarti, Marco Sciaccaluga, Laura Sicignano, Serena Sinigaglia, Claudia Sorace, Roberto Tarasco e Gabriele Vacis.

Tra i numerosi riconoscimenti: Premio Ubu (con Teatro Settimo) 1993, Premio Anct – Ass. Naz. Critici di Teatro 1998, Premio Hystrio per la drammaturgia 2003. Dal 2015 è direttore artistico del Teatro Giacosa di Ivrea.

Beatrice Marzorati Attrice, drammaturga ed educatrice teatrale.

Classe 1987, dottoressa laureata in Filologia Moderna (Scrittura, arti visive e performative) con 110 e lode e diplomata nel Corso di Alta Formazione in Teatro Sociale e di Comunità presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Diplomata presso l’Accademia professionale Centro Teatro Attivo di Milano, ha frequentato numerosi workshop e seminari con maestri quali Raul Iaiza (Grotowski Institute), César Brie, Carlo Boso, Arianna Scommegna e compagnia ATIR, Giuliana Musso, Theodorus Terzopoulos, Cristina Pezzoli e Gabriele di Luca.

Ha partecipato a produzioni del Teatro Sociale di Como e di alcune realtà teatrali milanesi off.

Dal 2011 collabora con Laura Curino come assistente alla drammaturgia e alla regia in varie produzioni di Teatri Stabili (ad esempio Piccolo Teatro di Milano e Teatro Stabile di Torino) e in laboratori di drammaturgia presso l’Università Cattolica di Milano e il Teatro Giacosa di Ivrea, con il quale collabora anche per altri progetti.

E R O S

Di Elli Papakonstantinou

Una co-produzione ODC Ensemble & Nova Opera

Sostenuto dal Ministero della Cultura Greco, The House of Europe & The Performing Arts Fund NL

ELLI PAPAKONSTANTINOU

Elli Papakonstantinou è una regista teatrale internazionale che rivisita i classici per creare esperienze coinvolgenti che collegano nozioni di mito, filosofia e grandi narrazioni dei nostri giorni. Fondatrice dell’ODC Ensemble è stata nominata visiting scholar dall’Università di Princeton ed è stata premiata con il Fulbright Artist’s Award per la sua ricerca alla Stanford University per la creazione del suo spettacolo “Oedipus: Sex With Mum Was Blinding” e con il “Music Theatre ΝΟW 2018-9 Award” per il suo spettacolo “The Cave”. Nel 2019 ha scritto e diretto per l’Austrian Regionen Festival lo spettacolo antifascista “The Kindly Ones”, basato su “Le Eumenidi” di Eschilo che è stato presentato al campo di concentramento di Mauthausen e al Festival Off d’ Avignon ’21 dopo aver completato una residenza speciale di scrittura al Center National des écritures du Spectacle, la Chartreuse. La sua opera teatrale “Edipo: Sex with Mum was Blinding” ha fatto il tutto esaurito al famoso BAM (Brooklyn Academy of Music), a New York (la “Opera Wire choice of the Fall”, la “OBSERVER choice”). Elli è stata commissionata dalle capitali europee della cultura “Eleusis 21” (Grecia), “Valletta 18” (Malta) e ‘Pafos 17’ (Cipro) e ha presentato il suo lavoro per il Parlamento europeo per la cultura 2017, Festival di Edimburgo (UK), La MaMa Ε.T.C., (USA), il West End (UK). Le sue creazioni sono in tournée a livello internazionale, compresa la partecipazione ufficiale ellenica alla Quadriennale di Praga 2015, la Cerimonia di Inaugurazione della Bibliotheca Alexandrina. In Grecia le sue opere sono state rappresentate al Festival di Atene, al Teatro Nazionale, alla Sala Concerti di Atene, alla Sala Concerti di Salonicco e altro ancora. I recenti blocchi globali l’hanno portata a sperimentare una nuova forma di teatro digitale, specificamente progettata per la piattaforma ZOOM, che è arrivata a chiamare “teatro di clausura”. Nel 2020 ha presentato “Traces of Antigone”, scritto da Christina Ouzounidis, una delle prime performance digitali dal vivo. La performance ha vinto il premio AMAZONE 2020 ed è stata nominata per il Premio della Critica Italiana, e continua il suo tour internazionale sia in forma digitale che fisica. I suoi lavori digitali “Aède of the Ocean and Land” e “Hotel AntiOedipus”, sono stati presentati in festival e organizzazioni di tutto il mondo come il famoso IRCAM/Centre Pompidou (Parigi), Romaeuropa Festival (Roma) con successo di critica.

COMPOSITORE – MAXIM SHALYGIN è un compositore, direttore d’orchestra, performer e regista ucraino-olandese che vive a Den Haag. Shalygin è un tipico rappresentante della scuola moderna, che sintetizza vari metodi e approcci di insegnamento. Ha iniziato a studiare composizione sotto la direzione di Irina Ivashenko, per un anno il suo insegnante è stato il rinomato compositore russo Boris Tishchenko (al Conservatorio di San Pietroburgo), nel 2010 si è laureato al Conservatorio di Kiev (classe del Prof. Shcherbakov), nel 2011 – ha ottenuto un secondo Master al Conservatorio Reale dell’Aia (ha studiato sotto i professori Cornelis de Bondt e Diderik Wagenaar). Una grande influenza sulla formazione di Shalygin era stato il famoso compositore ucraino Svyatoslav Lunyov.

SCENOGRAFO E COSTUMISTA – MARIA PANOURGIA ha studiato pittura alla Scuola di Belle Arti di Atene e recitazione nello studio di Akis Davis. Come attrice, è stata una delle protagoniste della produzione di “Demoni” di Dostoevskij diretta dal regista russo Konstantin Bogomolov, e ha avuto la sua prima mondiale al Roofing Onyx Foundation “Onay Vyazov Foundation 2017”. “Who’s Afraid of Virginia Woolf” è stato il quarto spettacolo che ha diretto e il primo per la Fondazione Onassis. Le tre opere che ha diretto in precedenza sono “Minion: A Christmas Story” (Bios, 2013-14), “The

Master and Margarita: A Picnic With the Devil” (National Theater Experimental Scene, 2016) e “The Legend of St. Carthage and the little flower” (Athens Festival, 2017).

VIDEO ARTISTA – STEPHANIE SHERRIFF è un’artista interdisciplinare, performer e compositrice che attualmente vive a San Francisco, California. Il suo lavoro con il suono e il video culmina in installazioni e performance basate sul tempo che decostruiscono frammenti di vita quotidiana attraverso processi sperimentali digitali e analogici. Ha ricevuto un BA dalla San Francisco State University nel 2014 e un MFA in Art Practice dalla Stanford University nel 2019, dove attualmente ricopre una posizione di docente presso il Center for Computer Research in Music and Acoustics (CCRMA). Il suo lavoro è stato presentato in numerosi centri culturali, tra cui la Brooklyn Academy of Music di New York, il Teatro Sfendoni di Atene, Grecia, così come Gray Area, The Lab, Artists Television Access e il Center for New Music in California.

CO-PRODUTTORE – VLAD TROITSKY è produttore, regista e scenografo. È il fondatore del Centro di Arte Contemporanea “DAKH”, direttore artistico, creatore di DakhaBrakha, DakhDaughters, Nova Opera, creatore e presidente del Festival di Arte Contemporanea GogolFest.

COORDINATORE DEL PROGETTO – ANDRII KOSHMAN è direttore di concerto di Nova Opera dal 2015. Dal 2016, Andrii è il direttore di programma dei festival internazionali di arte contemporanea GogolFest e Porto Franko.

NOVA OPERA è una formazione di giovani artisti ucraini il cui obiettivo è trovare nuovi modi di sviluppare il teatro musicale. L’attività principale della formazione è la creazione di nuovi generi sintetici (opera requiem, opera circense, dreamOpera, opera balletto) e la sperimentazione di soluzioni musicali e sceniche atipiche. Il linguaggio musicale delle opere non ha limiti estetici, combinando liberamente avant garde e rock, canto gregoriano e improvvisazioni trip-hop, neo- barocche e folcloristiche.

L’ensemble vocale-strumentale di Nova Opera esplora le capacità della voce umana (dalla voce classica e jazz all’affanno, all’urlo e al sussurro), e utilizza strumenti non accademici come il piano preparato, il piano stonato, il beatboxing, le body percussion e altri. L’uso delle conquiste contemporanee nel campo dell’arte teatrale, il dramma statuario, un teatro fisico sono mescolati con tecnologie moderne – VJing e live electronics. Nel repertorio del gruppo c’è una trilogia su testi biblici (regia: Vlad Troitskyi, musica: Roman Hryhoriv, Illia Razumeiko): opera requiem IYOV dal Libro di Giobbe, opera circense BABYLON con la partecipazione di attori circensi e burattinai, opera- balletto ARK, così come progetti di collaborazione: dreamOpera NeprOsti basato sul romanzo di Taras Prokhasko, opera trappola Wozzeck dai testi di Yurko Izdryk, opera horror Hamlet (tradotto da Yurii Andrukhovych). Nel 2018 Nova Opera ha partecipato all’apertura della Primavera francese insieme all’Orchestra Nazionale Presidenziale, Dakh Daughters. La musica per lo spettacolo AIR è stata scritta dal compositore francese Pierre Thilloy. Il team ha aperto il Porto Franko Festival 2018 con l’opera AEROPHONIA. L’uso di un aereo come strumento musicale è diventato una caratteristica speciale di questo lavoro. Durante le ultime stagioni, gli spettacoli della formazione sono stati visti ripetutamente in Austria, Danimarca, Polonia, Macedonia, Paesi Bassi, Stati Uniti e non solo. Il primo spettacolo teatrale della Nova Opera è stata l’opera improvvisata Coriolano di Shakespeare, creata al Festival GogolFest nel 2014.

CLITEMNESTRA (mito e contemporaneità)

di Luciano Violante

regia Giuseppe Dipasquale

con Viola Graziosi Teatro Stabile d’Abruzzo

Viola Graziosi debutta giovanissima con Ofelia nell’Amleto di Cecchi. Si diploma al Conservatoire National d’Art Dramatique di Parigi. Lavora tra Francia e Italia sempre in ruoli di rilievo con i maestri della scena europea. È La Regina nel Ruy Blas di Victor Hugo diretta da Marcel Maréchal, Maria Stuarda nell’omonimo spettacolo con la regia di Marco Lucchesi, Pentesilea in una performance olofonica diretta da Renzo Martinelli, Elena di Troia al Teatro Greco di Siracusa per la regia di Muriel Mayette-Holtz. Intensa la collaborazione con l’attore e regista Graziano Piazza che la dirige in diversi spettacoli Intervista (Premio Adelaide Ristori), Misura X Misura, Elena tradita e assoli tra cui Aiace, Orfeo ed Euridice, Offelia Suite (premio Actress of Europe 2020), The Handmaid’s Tale tratto da Il racconto dell’Ancella di Margaret Atwood.

Nel cinema esordisce giovanissima con Francesca Comencini in Le parole di mio padre (Cannes 2001). È diretta da Pupi Avati, Alessio Liguori, Alberto Bennati. Vince il premio miglior attrice non protagonista al San Benedetto Film Fest per The fragile friend (2020) di Salvatore Vitiello. Partecipa a varie fiction tv tra cui Distretto di polizia, Un passo dal cielo, L’isola, L’allieva 2… È una delle voci di punta di audiolibri in Italia (Certificato di eccellenza Audible Studios 2019 e 2020). Tra gli altri è la voce dei romanzi di Isabel Allende e Sibilla Aleramo.

Giuseppe Dipasquale Regista e autore teatrale, dopo la laurea in Lettere presso la Terza Università degli Studi di Roma nel 1987, ha conseguito il Diploma in Regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. Lavora in teatro dal 1981. È stato direttore artistico del Nuovo Teatro Regina Margherita di Racalmuto e direttore del Teatro Stabile di Catania. Oltre quaranta le regie teatrali, in cui ha diretto, tra gli altri, Paolo Ferrari, Turi Ferro, Massimo Ghini e Moni Ovadia. Come autore teatrale vanta inoltre una lunga collaborazione con Andrea Camilleri, con il quale ha scritto diversi spettacoli fra cui spiccano La concessione del telefono, Troppu trafficu ppi nenti da Shakespeare, La signora Leuca e Il birraio di Preston. Nel campo dell’audiofonia ha realizzato l’audio- libro: Un filo di Fumo, riduzione dal romanzo di Andrea Camilleri, con Fiorello, per la FCS e l’Espresso Group.

Luciano Violante nasce a Dire Daua (Etiopia) il 25 settembre 1941. Si laurea in giurisprudenza a Bari nel 1963 ed entra in magistratura nel 1966. È giudice istruttore a Torino fino al 1977. Nel 1970 diventa libero docente di diritto penale presso l’Università di Torino. Dal 1974 al 1981 è professore incaricato di istituzioni di diritto pubblico presso la stessa università. Dal 1977 al 1979 lavora presso l’ufficio legislativo del Ministero di Grazia e Giustizia e si occupa prevalentemente della lotta contro il terrorismo. Dal 1979 è deputato, prima nelle liste del PCI e poi nelle liste del PDS. Dal 1980 al 1987 è responsabile per le politiche della giustizia del PCI, di cui diviene poi vicepresidente del gruppo parlamentare. Fa parte della Commissione d’inchiesta sul caso Moro, della Commissione Antimafia, del Comitato parlamentare per i servizi di sicurezza, della Commissione per la riforma del codice di procedura penale, della Commissione Giustizia e della Giunta per il Regolamento della Camera dei Deputati. È Presidente della Commissione Antimafia dal settembre 1992 al marzo 1994. Dal 1994 al 1996 è Vice Presidente della Camera dei Deputati. Nella XIII legislatura viene eletto, il 10 maggio 1996, Presidente della Camera dei deputati. Rieletto deputato nel 2001 e nel 2006, è Presidente del gruppo Democratici di sinistra l’Ulivo nella XIV legislatura e Presidente della Commissione affari costituzionali nella XV legislatura. È autore del testo Clitemnestra.

LA MUSICA DELL’ANIMA

ritratto di Eleonora Duse tra le note della sua epoca

Di Maria Letizia Compatangelo Con Pamela Villoresi voce recitante Marco Scolastra pianoforte

Pamela Villoresi, attrice, è nata a Prato il 01/01/1957 da padre toscano e madre tedesca. Recita in 5 lingue: italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo. Inizia il teatro studio al Metastasio di Prato a soli 13 anni, a 14 debutta come protagonista nel “Re Nudo” di Schwarz diretta da Paolo Magelli, a 15 si iscrive al collocamento e inizia la sua carriera. All’età di 17 anni gira il “Marco Visconti” che la rende famosa al grande pubblico, e a 18 approda al Piccolo Teatro di Milano da Giorgio Strehler (suo padre teatrale), e partecipa con Jack Lang alla fondazione dell’Unione dei Teatri d’Europa. Ha recitato in più di 60 spettacoli di cui 5 con Strehler, e poi con Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Mario Missiroli, Giancarlo Cobelli e Maurizio Panici, al fianco dei più grandi attori italiani. Si è specializzata nell’interpretazione della poesia (ha in repertorio 23 recital di poesie) ed è stata voce recitante in 5 melologhi. Ha commissionato molti nuovi testi drammaturgici, tutti messi poi in scena e alcuni pubblicati in italiano e inglese. Ha diretto lei stessa 28 spettacoli. Ha lavorato in 36 film, congrandi maestri come Jancso, Bellocchio, Fratelli Taviani, Ferrara, Placido e Sorrentino ne “La Grande Bellezza”, Premio Oscar 2014. Ha girato otto sceneggiati televisivi con Majano, Mario Ferrero e Nocita. Ha condotto la trasmissione “Milleunadonna”. È stata docente di recitazione e poesia a Prato, Reggio Calabria, Lugano, Guastalla e Orbetello. È stata direttore artistico di 4 Festival: “Ville Tuscolane”, “Festival dei Mondi”, “Arie di Mare”, “Divinamente Roma” e “Divinamente New York”. È stata nel consiglio d’Amministrazione dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, del Met Teatro Stabile della Toscana e del Teatro Argentina Stabile di Roma. Ha ideato e realizzato, a Prato per l’Ateneo di Firenze, il primo corso universitario PROGEAS per i mestieri organizzativi e promozionali dello Spettacolo. Ha vinto numerosi premi tra cui due Maschere d’Oro, due Grolle D’oro, due premi Ubu, uno alla carriera e uno per la Pace insieme a Rugova e al Patriarca di Gerusalemme, e la Medaglia d’Oro del Vaticano tra i cento artisti del mondo che favoriscono il dialogo con la Spiritualità.

Marco Scolastra Pianista italiano. Ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio di Perugia diplomandosi con il massimo dei voti e la lode con il M° Franco Fabiani. Ha studiato successivamente con Aldo Ciccolini e Ennio Pastorino e ha frequentato corsi di perfezionamento con Lya De Barberiis, Paul Badura-Skoda e – all’Accademia Chigiana – con Joaquin Achúcarro e Katia Labèque.

Ha suonato per importanti istituzioni musicali: Teatro Valli di Reggio Emilia; Sagra Musicale Umbra; Teatro Lirico di Cagliari; Accademia Filarmonica Romana, IUC, Teatro Eliseo, Oratorio del Gonfalone, Auditorium Parco della Musica e Teatro dell’Opera di Roma; Teatro Regio di Parma; Auditorium dell’Orchestra “G. Verdi” di Milano; Teatro Comunale di Bologna; Festival dei Due Mondi di Spoleto; Ravello Festival; Teatro La Fenice di Venezia; “I concerti del Quirinale” in diretta RAI Radio3; Teatro di San Carlo e Associazione “A. Scarlatti” di Napoli; Associazione “B. Barattelli” di L’Aquila; Musei Vaticani; Teatro Massimo di Palermo; Serate Musicali di Milano; “Museo Rossini” di Pesaro; Conservatorio “P. I. Čajkovskij” di Mosca; Tonhalle di Zurigo; Konzerthaus di Berna; Istituto “F. Chopin” di Varsavia; Orchestre National du Capitole di Tolosa; Festival van Vlaanderen in Belgio; Parlamento Europeo a Bruxelles; Musikverein di Vienna.

Come solista ha suonato sotto la guida di molti importanti direttori d’orchestra: Yuri Bashmet (I Solisti di Mosca); Andrew Constantine (Nordwestdeutsche Philharmonie); Romano Gandolfi (Orchestra Sinfonica “G. Verdi” di Milano); Howard Griffits (Orchestra da Camera di Zurigo); Richard Hickox; Claudio Scimone (I Solisti Veneti); Lior Shambadal (Berliner Symphoniker); Luigi Piovano (Roma Tre Orchestra); Giedrė Šlekytė (Wiener Concert-Verein).

Per molti anni ha suonato in duo con il pianista Sebastiano Brusco. Ha collaborato con grandi artisti quali Vadim Brodski, Renato Bruson, Max René Cosotti, Roberto Fabbriciani, Cinzia Forte, Fejes Quartet, Corrado Giuffredi, Sumi Jo, Raina Kabaivanska, Daniela Mazzucato, Quartetto d’Archi del

Teatro di San Carlo, Quartetto Kodály, Desirée Rancatore.

Intensa la collaborazione con il drammaturgo Sandro Cappelletto. Ha partecipato più volte al programma Inventare il tempo di Sandro Cappelletto in onda su RAI5.

È in scena con illustri attori: Sonia Bergamasco, Arnoldo Foà, Elio Pandolfi (lungo sodalizio durato più di quindici anni), Ugo Pagliai, Lucia Poli, Jerzy Radziwilowicz, Pamela Villoresi.

Da sempre appassionato della musica del Novecento e dei nostri giorni, ha eseguito molti lavori in prima esecuzione assoluta o in prima italiana, alcuni dei quali a lui dedicati: Concerto per due pianoforti e percussioni di D. Milhaud (2004); Concerto della demenza di Vieri Tosatti (Spoleto Festival 2005); Dance Variations per due pianoforti e orchestra di Morton Gould (2005); Verdi contro Wagner di Matteo D’Amico (2013); Tirol Concerto di Philipp Glass (2017); Aria da concerto diSilvia Colasanti (2019); Quattro canti popolari ciociari di Marcello Panni (2020).

Ha registrato per Phoenix Classics, Stradivarius, Brilliant Classics, Decca, Rai.

Maria Letizia Compatangelo (drammaturga). Nata a Bari, cresciuta a Roma, a diciassette anni è ammessa all’Accademia d’Arte Drammatica «Silvio d’Amico» ed entra nel mondo del teatro, dal quale si allontana periodicamente per rapide incursioni in territorio universitario, editoriale e televisivo, ma al quale ritorna immancabilmente. Drammaturga, regista, saggista, laureata in Storia del Teatro, dopo un’iniziale esperienza di attrice si dedica alla scrittura.

Ha scritto numerose commedie rappresentate in Italia e all’estero, vincitrici di numerosi riconoscimenti – tra cui due Premi IDI e il Premio Siae – prodotte da vari Teatri Stabili. Il Teatro dell’Inganno, primo volume delle sue opere complete, è edito da BE@A Entertainment & Art, con prefazione di Ferruccio Marotti; altre commedie sono pubblicate da Bulzoni nella Collana Teatro Italiano Contemporaneo della SIAD e su riviste specializzate. Consulente e autrice di programmi culturali RAI, collabora con l’Università «La Sapienza» di Roma e l’Accademia Silvio D’Amico come docente di drammaturgia e scrittura scenica.

È Presidente del Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea – Cendic (www.cendic.it). Tra le sue pubblicazioni: La maschera e il video. – Tutto il teatro di prosa in televisione, dal 1954 al 1998 (Rai Eri); O Capitano, mio Capitano! Eduardo maestro di drammaturgia (Bulzoni); Parti Femminili. Monologhi di donne nel teatro contemporaneo italiano (Audino, 2019)); La parola e il grido (con Stefano Tedeschi – Fahrenheit 2019). Saggi su Eduardo De Filippo sono contenuti nel volume Il cattivo Eduardo, Marsilio 1998, e Sabato, domenica e lunedì. Eduardo De Filippo, teatro, vita, copione e palcoscenico, Bulzoni, 2005.

KIKÌ DI MONTPARNASSE SOUVENIR (linguaggi dell’Arte)

Tratto da “Diario di una modella” di Kikì di Montparnasse

con Manuela Kustermann, ideazione scenografia e regia Consuelo Barilari

Light designer Liliana Iadeluca, video proiezioni Matteo Zingirian

Ricerca testi, video e immagini Luigi Ferrando Le voci di Hemingway, Soutine, Man Ray, Fujita sono di Roberto Alighieri, Fabrizio Matteini, Noureddine Fatty e David Gallarello

Installazione d’Arte Contemporanea “Libellus” 2008 di Marzia Migliora e Ilenia Corti (Fondazione Sandretto Re Rebaudengo -Courtesy Galleria Lia Rumma)

Manuela Kustermann debutta, giovanissima, interpretando Ofelia nell’Amleto di Carmelo Bene. Nel 1967 insieme a Giancarlo Nanni fonda il Teatro La Fede, prima sede stabile del Gruppo Space Re(v)action. Sono anni di grandi fermenti culturali e la Compagnia, un gruppo di lavoro che spazia fra teatro, cinema, danza e musica, viene identificata come un punto di riferimento importante. Nasce la “Scuola Romana”: accanto a Nanni, G. Vasilicò, M. Perlini, P. Di Marca, V. Orfeo. Nascono spettacoli significativi e produzioni storiche come A come Alice da Carroll, L’imperatore della Cina di Ribemont-Dessaignes, Risveglio di primavera di Wedekind, spettacolo che consacrerà Manuela Kustermann “diva” dell’avanguardia. Negli anni Settanta la “Duse delle Cantine Off” è sui più importanti palcoscenici italiani in I masnadieri di Schiller, Franziska di Wedekind, Cimbelino di Shakespeare, tutti con la regia di Giancarlo Nanni. L’Amleto di Shakespeare, ancora per la regia di Nanni, scandalizza (M. Kustermann veste i panni del principe danese) e ottiene un grande successo. Con Adriana Asti, M. Kustermann interpreta Le serve di Jean Genet, per la regia di Mario Missiroli. Nel 1972 vince il premio De Feo come migliore attrice. Prosegue negli anni Ottanta e Novanta il sodalizio Nanni-Kustermann. Per l’interpretazione di Herodias di Rocco Familiari, ancora per la regia di Nanni, Manuela Kustermann ha ottenuto nel 1991 il prestigioso riconoscimento della Maschera con lauro d’oro dall’Istituto del Dramma Italiano. Manuela Kustermann ha lavorato inoltre con Orazio Costa, Pietro Carriglio, Marco Parodi, Mario Missiroli. Dal 1989 dirige con Giancarlo Nanni il Teatro Il Vascello, dal 1995 riconosciuto come Centro di Ricerca, Produzione e Promozione per la Ricerca Teatrale e dal 2000 Teatro Stabile d’Innovazione. Nel 1995, il Premio Internazionale La Pleiade per il Teatro e lo Spettacolo conferma Manuela Kustermann grande e indiscussa protagonista della scena. Accanto alle sue interpretazioni teatrali, vanno ricordate poi le sue presenze televisive e radiofoniche. Nel 1999 interpreta nuovamente la parte di Alice nel nuovo allestimento di A come Alice, quindi Irina Arkadina nel Gabbiano di Checov, che verrà rappresentato in ottobre al Teatro CAFELAMAMA a New York, e poi a Mosca, Istanbul, Il Cairo, e una lunga tournee nazionale e internazionale. Altri spettacoli realizzati: La vita e sogno regia Orazio Costa, Il racconto d’inverno regia Pietro Carriglio, As you like it di W. Shakespeare regia di Giancarlo Nanni, Sant’Oliva regia di Missiroli, Il Gatto con gli stivali di Tiek, Le Trachinie di Sofocle sempre con la regia di Giancarlo Nanni, Il gioco dell’amore e del caso di Marivaux di cui firma la sua prima regia, Tributo aHerbert Pagani con Miriam Megnagi testo di Carolina Pagani regia Giancarlo Nanni, Loretta Strong di Copi regia di Virgilio Sieni e Annalisa Bianco, Il Giardino dei Ciliegi di Checov regia di Giancarlo Nanni, Morire non Morire di S. Belbel di cui firma la sua seconda regia, Il Marito ideale regia di Missiroli con Jeppy Gleiesess, Matilde di Canossa regia di Consuelo Barilari, Arrivederci e grazie di Maurizio Costanzo Enrico Vaime regia di Giancarlo Nanni, L’amore mio non può di Lia Levi di cui oltrea essere la protagonista ne firma anche la regia, I dialoghi con Leucò di Cesare Pavese, lavoro collettivo con la compagnia La Fabbrica dell’Attore e nel 2010 Taking Sides di Ronald Harwood, Pilade da Pier Paolo Pasolini con l’adattamento de La Nuova Complesso Camerata e La Strana Coppiadi Neil Simon. Dal 2010, in seguito alla prematura scomparsa di Giancarlo Nanni, Manuela Kustermann è rimasta da sola alla direzione artistica del Teatro Vascello.

IN NOME DELLA MADRE

di Erri De Luca

con Galatea Ranzi

regia Gianluca Barbadori

produzione Teatro Biondo Palermo

in collaborazione con soc. coop. Ponte tra Culture, AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrali

Galatea Ranzi è apprezzata attrice teatrale, cinematografica e di fiction televisiva. Nel 1988 vince il Premio Ubu come migliore attrice giovane, e nello stesso anno riceve una menzione speciale per il Premio Eleonora Duse. Nel 2012 per l’interpretazione di “Mistero doloroso” tratto da un’opera di Anna Maria Ortese le viene assegnato il Premio Eleonora Duse. Molti sono gli spettacoli che Galatea interpreta da protagonista con la regia di Luca Ronconi, tra cui ricordiamo “Re Lear” di Shakespeare, “Il sogno” di Strindberg, “Lolita” di Nabokov, “Quel che sapeva Maisie” di James, “Le baccanti” di Euripide, “Prometeo incatenato” di Eschilo. È attrice nei film “Caterina va in città” di Virzì, “Il pranzo della domenica” di Vanzina, “La vita che vorrei” di Piccioni, “Tre metri sopra il cielo” di Lucini, “La grande bellezza” di Sorrentino, vincitore del Premio Oscar.

Gianluca Barbadori (regia) Attore professionista dal 1989, lavora in 5 lingue (italiano, spagnolo, portoghese, inglese, greco). La sua attività si è sviluppata dal 1992 tra Italia, Argentina, Brasile, Canada, Colombia, Iran, Portogallo, Uruguay. Dal 1996 lavora (in particolare in America Latina) alla formazione ed alla produzione teatrale e collabora con diversi Enti ed Istituzioni italiane e straniere. Deve la sua formazione teatrale all’incontro ed al lavoro con Orazio Costa, Roberto Bacci, Al Yamanouchi, Giancarlo Sorgi, Stefano Vercelli, Luisa Pasello, Silvia Pasello, François Kahn, Alessandro Tognon, Sandro Lombardi, Laura Colombo, Anton Adassinskij, Anne Zènour, Andrea Taddei, Paolo Billi e Dario Marconcini, Carlos Alsina, Marco di Stefano e Brigitte Christensen, tra gli altri. Dal 1989 al 1996 collabora e lavora presso il C.S.R.T. di Pontedera (Pi). Nel 1992 inoltre, lavora per un breve periodo anche nel “Workcenter of Jerzy Grotowsky and Thomas Richards”, a Pontedera. Come attore vanta esperienze di lavoro in Italia, Argentina, Brasile

Come regista, dal 1994 ad oggi, ha messo in scena oltre 50 spettacoli (dirigendo attori professionisti, giovani attori in formazione, studenti di teatro, giovani ed adolescenti anche in situazioni di marginalità e difficoltà), tra Italia, Argentina, Brasile, Colombia, Iran, replicati negli anni nei suddetti paesi ed in Uruguay. Attualmente è impegnato in progetti di regia tra Italia e Colombia. In particolare in Italia, oltre alle produzioni della compagnia di “Ponte tra Culture”, sta dirigendo il Progetto Teatrale Interculturale Permanente “Teatropolis” (dal 2005 ad Ancona) e sta lavorando (dal 2010) con la comunità cinese di Prato.

Erri De Luca Nato a Napoli nel 1950, ha scritto narrativa, teatro, traduzioni, poesia. Il suo primo romanzo, “Non ora, non qui”, è stato pubblicato in Italia nel 1989. I suoi libri sono stati tradotti in oltre 30 lingue. Autodidatta in inglese, francese, swahili, russo, yiddish e ebraico antico.

Per il cinema ha scritto il cortometraggio “Di là dal vetro”, “Il Turno di Notte lo Fanno le Stelle” (premiato al Tribeca Film Festival di New York 2013), la biografia musicale “La Musica Provata” e il documentario “Alberi che camminano”. Ha tradotto in napoletano e sceneggiato “La voix humaine” di Cocteau per l’interpretazione di Sophia Loren. Per il canale YouTube “The Decameron 2020” ha scritto e raccolto con Paola Porrini Bisson voci di scrittori e attori del mondo dagli isolamenti dell’epidemia. In teatro è stato in scena con “Attraverso” (Mario Brunello, Gabriele Mirabassi, Marco Paolini, Gianmaria Testa); “Chisciotte e gli invincibili” (Gabriele Mirabassi e Gianmaria Testa);“In nome della madre” (S. Cianfriglia e S. Gandolfo); “In viaggio con Aurora” (Aurora De Luca); “Chisciottimisti” (G. Mirabassi e G. Testa); “Solo andata” con il Canzoniere Grecanico Salentino.

GIOVANNA D’ARCO

di Maria Luisa Spaziani con Gaia Aprea

Maria Luisa Spaziani Poetessa italiana che ha tradotto da Gide, Audiberti e Cocteau, e ha pubblicato saggi di critica letteraria. Dopo il volume Le acque del Sabato (1954), caratterizzato da una tensione lirico-autobiografica che già risolve le suggestioni dell’ermetismo e di altre avanguardie europee, in Luna lombarda (1959), Il gong (1962), Utilità della memoria (1966) e L’occhio del ciclone (1970) ha arricchito il dettato poetico di metafore dense, visioni cosmiche, accensioni oniriche; nelle prove successive, Transito con catene (1977), Geometria del disordine (1981), La stella del libero arbitrio (1986), Giovanna d’Arco (1990), La luna è già alta (2006), il linguaggio sembra progressivamente tendere a ritmi articolati e distesi, a tratti narrativi. La traversata dell’oasi (2002) raccoglie circa duecento poesie d’amore nelle quali i registri lirici di tono elevato lasciano emergere una vena ironica e una nota di modernità. Con il poema Giovanna d’Arco, tradotto e rappresentato in molti paesi, ha colto un successo anche di pubblico che va ben oltre il normale circuito dei lettori di poesia.

Gaia Aprea si diploma presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’amico”. Lavora con importanti registi e attori italiani e stranieri tra cui Luca Ronconi, Alfredo Arias, Glauco Mauri, Luca De Fusco, Lluis Pasqual, Antonio Calenda, Theodoros Terzopoulos, Claudio Longhi, Eros Pagni e molti altri passando da un repertorio classico a testi contemporanei. È interprete tra gli altri ruoli di Antigone, Cassandra, Atena, Lady Macbeh, Ersilia Drei, la Figliastra, Ariel e Calibano. All’attività di attrice affianca lo studio del canto. È Polly nello spettacolo “L’opera da tre soldi” accanto a Massimo Ranieri e Lina Sastri. Vince il premio Le maschere del teatro italiano come miglior attrice emergente prima e come attrice poi. Il monologo “Memorie di una maîtresse americana” la vede per la prima volta impegnata anche come regista.

ROSADILICATA

Una storia di emancipazione attraverso il canto TEATRO-CANZONE testo e interpretazione Chiara Casarico

Chiara Casarico – autrice e interprete

Attrice-cantante, regista, autrice, pedagoga, diplomata alla Scuola Internazionale di Teatro “Il Circo a Vapore”, specializzata in Pedagogia Teatrale all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, laureata con lode in Storia del Teatro e dello Spettacolo all’Università La Sapienza di Roma con una tesi su Dario Fo. Ha incontrato nella sua formazione e nella sua carriera artistica artisti diversi: Carlo Quartucci, Emanuel Gallot-La Vallée, Cathie Marchand (Living Theatre), Fabio D’Avino, Solene Fiumani, Hal Yamanouchi, Claudia Contin, Laura Curino. Ha lavorato con Cirque du Soleil, Mimmo Cuticchio, Gabriella Aiello, Maria Rosaria Omaggio. Collabora stabilmente con Wladimir e Yury Olshanski e con Lucilla Galeazzi. Siciliana di origini, vive e lavora a Roma. Nel 1996 fonda la Compagnia il NaufragarMèDolce di cui cura la direzione artistica e con la quale produce, dirige e recita i propri spettacoli. Dal 1998 esercita anche l’attività di docenza in laboratori teatrali per allievi adulti e nelle scuole per ragazzi e bambini. Dal 1999 è Clown Ospedaliero membro di SOCCORSO CLOWN. Dal 2000 partecipa a diverse fiction per la tv e ad alcune trasmissioni radio. Come autrice di teatro riceve diversi premi e riconoscimenti tra i quali: Finalista Premio Ustica per il Teatro 2007, Premio Microfono di Cristallo (RadioRai 2008), Finalista Premio le Voci dell’Anima 2017.

Roberto Mazzoli – musicista

Chitarrista classico ed elettrico, si cimenta anche con fisarmonica, sassofoni e percussioni. Come compositore, ha al suo attivo la produzione di due CD, ambedue dedicati alla musica popolare brasiliana: “Falta de setembro”, del 2010 registrato con la collaborazione di diversi musicisti e, da solista, “Roberto Mazzoli – Dal vivo chitarra e voce” del 2016. Ha partecipato a Festival e manifestazioni musicali e teatrali in Italia, in Germania, Svizzera, Polonia, Francia, Belgio, Russia e Lussemburgo. All’attività compositiva e concertistica alterna l’attività laboratoriale in collaborazione con Associazioni di impegno sociale, quali l’Associazione Piero Gabrielli del Teatro di Roma e l’Associazione Culturale

“Fuori Contesto” di Roma e una costante collaborazione con compagnie teatrali.

Stefania Placidi – musicista

Chitarrista, cantante, corista, arrangiatrice e autrice, esprime le proprie passioni su due versanti principali: da un lato il folk, attraversato con lavoro di ricerca in particolare sulla cultura popolare romana; dall’altro la musica brasiliana, che studia in loco, frequentando il dipartimento di Bossa Nova all’Università di Salvador de Bahia, frequentando seminari di armonia, laboratori di samba. All’attività concertistica, in Italia e all’estero, sia come solista che in gruppi musicali, affianca l’attività didattica nelle scuole.

Emilia Martinelli – regista

È regista e autrice teatrale, insegnante di danceability certificata dal creatore del Metodo Alito Alessi, operatrice sociale. Si è dedicata ad indagare e sviluppare la funzione del teatro e della danza come strumento di educazione ed integrazione sociale e culturale. Opera tra scuole, teatri, organizzazioni del terzo settore e centri di accoglienza, come conduttrice di laboratori di teatro e danceability, formatrice, progettista e consulente. È direttrice artistica dei fuori contesto e del Festival dell’Estate Romana “Fuori Posto – Festival di Teatri al Limite” Giunto alla sua terza Edizione. Ha diretto anche il festival Social Street Art – due edizioni 2010 e 2011 e Affari di Famiglia 2011 – 2012. Nel 2012 ha curato e scritto diverse pubblicazioni, tra cui Affari di Famiglia, Sicura e Mente (storie per bambini sul tema della sicurezza in casa), “Al di là dei frutti”, Storie e Curiosità tra i banchi del Mercato Esquilino.

Lorenzo Terranera – scenografo

Ha frequentato l’Istituto Europeo di Design Dipartimento Illustrazione.

Ha iniziato a lavorare come scenografo, per il teatro d’attore e di figura, inoltre ha partecipato alla realizzazione di video clip musicali e spot pubblicitari.

Come illustratore lavora per numerose case editrici, Enti Pubblici e Istituzioni come l’Unicef. Da qualche anno si occupa di animazione stop-motion in plastilina; attualmente esegue le animazioni di apertura per la trasmissione RAI “Ballarò”.

Da due anni insegna Scenografia e illustrazione per l’infanzia presso la scuola di illustrazione Officina B5 a Roma. È autore e scenografo di LEO, in stagione al Teatro Argentina 2016/17.

BENJI Adult Child- Dead Child di Claire Dowie

Prodotto da ASS.CULT. INARTE Autrice CLAIRE DOWIE

Traduzione ANNA PARNANZINI E MAGGIE ROSE

Interprete CHIARA TOMARELLI Regia PIERPAOLO SEPE

Costumi BARBARA BESSI

Chiara Tomarelli Attrice https://stefanochiappimanagement.com/attrici/chiara-tomarell

Pierpaolo Sepe comincia a lavorare come aiuto regia di Giancarlo Sepe con lo spettacolo Processo a Gesù di Diego Fabbri. Nel 1991 inizia la sua attività di regista teatrale e da allora firma oltre sessanta regie. Nel 1997 incomincia la sua collaborazione con il Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, conil quale ha messo in scena numerose produzioni tra le quali Finale Di Partita di Samuel Beckett, Edoardo II di Christopher Marlowe, 4.48 Psychosis di Sarah Kane, Per Un Pezzo Di Pane e Il Soldato Americano di Rainer Werner Fassbinder. Nel 2007 partecipa alla Biennale Teatro di Venezia con Il Feudatario di Goldoni, riscritto da Letizia Russo. Nel 2013 dirige Maria Paiato nella Medea di Seneca.Nel 2015 torna a lavorare sul teatro di Sarah Kane mettendo in scena Crave al Napoli Teatro Festival.2005 Premio Flaiano Miglior Regista Teatrale

2012 Premio Nazionale della Critica come miglior spettacolo con Le cinque rose di Jennifer

Claire Dowie. Scrittrice, attrice, poetessa e pioniera dello stand-up theatre, una delle figure più anticonformiste del teatro contemporaneo e fra le più acclamate della scena londinese odierna, ha iniziato operando nel circuito dei teatri alternativi di Londra.

Esplosiva, penetrante e leggera, la sua drammaturgia dà luogo a una sorta di manifesto impietoso e spassoso. Essa indaga, a metà fra un’autobiografia ribalda e talvolta dolorosa, sempre con l’attenzione ai mutamenti della società, uno dei temi chiave della nostra tormentata fine di secolo e millennio, che tante ansie e preoccupazioni genera in molti: il tema dell’identità.

CUÒRE: SOSTANTIVO MASCHILE (autobiografia)

di Angela Di Maso

con Daniela Giovanetti Alvia Reale

Drammaturgia Angela di Maso dalla Storia di Alvia e Daniela Regia Alvia Reale

Teatro Basilica Roma Produzione

Il Gruppo della Creta è un collettivo di artisti, in attività dal 2015, nato intorno ad un obiettivo comune: quello di costruire un modo di fare teatro concreto e attuale. Il Gruppo si impegna nell’organizzazione, la produzione e la comunicazione di eventi legati alle arti performative promuovendo   la   scoperta   e   la   valorizzazione   di   nuove    realtà    artistiche. Oltre   ad una ricca produzione teatrale che s’incentra sulla nuova drammaturgia, nel 2017 viene ideato il Festival delle arti “Labirinto” che ha permesso di creare una rete con altre decine di artisti e operatori. Nel 2018 il Gruppo debutta al Festival di Todi con lo spettacolo “Generazione XX” riscontrando un ottimo successo di pubblico e critica e viene nuovamente invitati nel 2020 con la nuova produzione “D.N.A. Dopo la Nuova Alba”. La poetica del Gruppo si riassume nella propria identità, cioè la creta, materiale che si può fare e disfare senza mai cristallizzarsi in una forma definitiva. Dal 2019 si impegnano nel riconsegnare alla città di Roma il “TeatroBasilica”, già “Teatro Sala Uno”, in cui sono compagnia residente e di cui curano l’organizzazione e collaborano alla direzione artistica. All’interno del TeatroBasilica hanno realizzato lo spettacolo “Bianca. Omaggio a Moby Dick di Herman Melville” di Gianni Guardigli con Daniela Giovanetti e lo spettacolo “Enrico IV” di Luigi Pirandello con Roberto Herlitzka e la regia di Antonio Calenda.

Daniela Giovanetti Inizia la sua carriera nel 1987 con la commedia musicale “Le ragazze di Lisistrata” con la regia di Antonio Calenda. Lavora con maestri come Gigi Proietti, Furio Bordon, Alfredo Arias, Roberto Herlitzka, Gabriele Ferzetti, Mariano Rigillo, Piera Degli Esposti. Ottiene, fra gli altri, il Premio IDI 1992, il Premio Critica Italiana 1995 e il Premio Randone 1997.

Grazie alle interpretazioni di Anita in “Pallido oggetto del desiderio”, di Cassandra in “Agamennone”, di Elettra in “Coefore” e di Corifea in “Eumenidi” riceve nel 2003 il Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro. Nel novembre 2006 è protagonista del monologo di Claudio Magris “Lei dunque capirà”, per la cui interpretazione riceve il Premio Vallecorsi. Nell’estate del 2012, per il ciclo di spettacoli classici al Teatro Greco di Siracusa, è Agave in “Baccanti” di Euripide, regia di Antonio Calenda, e Corifea in “Prometeo incatenato” di Eschilo, regia di Claudio Longhi. Nel 2013 è Jackie Kennedy in “Jackie” di Elfriede Jelinek con la regia di Monica Conti.

Nella primavera del 2018, in occasione dei cento anni dalla nascita di Ingmar Bergman, è stata interprete del testo di Davide Brullo “Ingmar”. È nel cast del film di Pupi Avati “Il signor Diavolo”. Nel 2019 è ospite de “I solisti del teatro” con lo spettacolo “Bianca – Un omaggio a Moby Dick di Herman Melville” di Gianni Guardigli. 

Alvia Reale Nata a Roma, si è diplomata all’Accademia nazionale d’Arte drammatica “Silvio D’Amico”. È stata diretta da alcuni dei maggiori registi italiani, tra i quali Luca Ronconi (Gli ultimi giorni dell’umanità, Amor nello specchio, Strano interludio), Massimo Castri (Gli innamorati), Aldo Trionfo (lncantesimi e magie), Cesare Lievi (Donna Rosita nubile), Roberto De Simone (Agamennone), Antonio Calenda (Amleto, La tana, Rosanero), Pietro Carriglio (II re muore), Luca De Fusco (Peccato che sia una sgualdrina, L’impresario delle Smirne). Ha ottenuto la Menzione d’onore al Premio Eleonora Duse 1996 per la sua prova in Quer pasticciaccio … di Gadda, regia di Ronconi; mentre la sua interpretazione nell’Jvanon di Cechov, per la regia di Eimuntas Nekrosius, le è valsa il Premio internazionale Kaos nel 2001. Si è impegnata anche nella valorizzazione della drammaturgia contemporanea con registi come Walter Malosti, Renato Carpenetrieri Federico Tiezzi, Mauro Avogadro, Nello Mascia, portando in scena testi di autori europei come Botho Strauss (II tempo e la stanza), Herbert Achtembusch (Susn), Christa Wolf (Medea), Franz Xaver Kroetz (Né carne né pesce), e italiani, fra i quali Annibale Ruccello (Anna Cappelli) Raffaella Battaglini (Conversazione per passare

la notte), Nicola Fano (La fuga di Emma). Per l’interpretazione de La tana di Alberto Bassetti ha vinto la Maschera d’oro al Premio Idi del 1993; e per quella di Rosanero di Roberto Cavosi le è stato attribuito il Biglietto d’oro Agis-Bnl nel 1995. Ha diretto ed interpretato, con Manuela Mandracchia, Sandra Toffolatti e Mariàngeles Torres, lo spettacolo Roma ore 11 di Elio Petri, che ha avuto il Premio Eti-Gli Olimpici del Teatro 2007 come migliore spettacolo d’innovazione, e lo spettacolo Festa di famiglia alla cui drammaturgia ha collaborato Andrea Camilleri.

Angela Di Maso è laureata col massimo dei voti in Filosofia presso la Facoltà di “Lettere e Filosofia” dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Polistrumentista, diplomata in Direzione di Coro e specializzata in “Semiotica, Canto e Direzione di Musica Gregoriana”, presso il Corso Pontificio di Altissima Formazione Europea. All’attività di concertista ha affiancato quella di drammaturga e regista teatrale, studiando regia e recitazione all’Università del Sacro Cuore di Milano con Gaetano Oliva, allievo e attore di Jerzy Marian Grotowski. È Cultore della Materia presso la cattedra di “Storia del Teatro e Discipline dello spettacolo” – Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Federiciana. Insegna “Storia della Musica e dell’Opera lirica”, in collaborazione col Reale Teatro di San Carlo, presso l’Università Europea LUETEC.

Insegna “Scrittura Teatrale e Digital Storytelling” presso i corsi di alta formazione professionale italiana. Insegna “Giornalismo, Scrittura e Critica” presso l’Agenzia Italiana di formazione Protom Group e Kompetere. Addetto ufficio stampa e giornalista pubblicista.

Angela Di Maso ha ricevuto nel 2014 il Premio di Drammaturgia “Annibale Ruccello” come migliore giovane autrice. Ha collaborato alla sceneggiatura del nuovo film di Pupi Avati “Una festa da ballo”. Ha ricevuto il prestigioso premio ‘Franco Enriquez 2018’ alla sua drammaturgia. Ha pubblicato una prima raccolta di dieci suoi testi teatrali, composti tra il 2004 – 2015, nel libro TEATRO, Guida Editori. La prefazione è di Pupi Avati e l’introduzione alla drammaturgia di Enzo Moscato.

TEATRO è nella classifica IBS tra i libri più venduti su scala nazionale.

La Regione Campania ha indetto il festival Donne in festival 2019 dedicando una personale monografica al lavoro teatrale di Angela Di Maso, nel mese di ottobre-novembre 2019.

Nel 2020/2011 la direzione del Festival sarà affidata a Angela Di Maso.

Dirige CONTROSCENA, la collana dedicata alla Drammaturgia contemporanea italiana edita da Divergenze. Dicembre 2018 Il Festival Mag Fest di Pescara dedica incontri e studi sul lavoro drammaturgico di Angela Di Maso. Novembre 2018 il Festival dell’Eccellenza al Femminile di Genova dedica al lavoro teatrale di Angela Di Maso workshop sulla scrittura, recitazione e costruzione registica dei suoi spettacoli, e una mise en espace con Gaia Aprea e Luca Lazzareschi dei suoi testi. Giurata al Festival Film di Procida dal 2017.

CAMILLE CLAUDEL (linguaggi dell’Arte)

La distruzione del talento femminile

testo teatrale originale DACIA MARAINI allestimento scenico e regia Consuelo Barilari con Mariangela D’abbraccio

Produzione Festival dell’Eccellenza al Femminile

Mariangela D’Abbraccio, napoletana, debutta diretta da Eduardo De Filippo nella compagnia di Luca De Filippo, con Ditegli sempre di sì dello stesso Eduardo De Filippo e Tre cazune fortunate di Eduardo Scarpetta, poi sempre di Eduardo per la regia di Egisto Marcucci nella compagnia di Valeria Moriconi, interpreta Diana nella Filumena Marturano. È Rosy il transessuale nella commedia “Il genio” di Damaiano Damiani e Raffaele La Capria per la regia di Giorgio Albertazzi con il quale dividera alcune stagioni con gli spettacoli: Dannunziana di Gabriele D’Annunzio, Svenimenti di Anton Cechov regia di Antonio Calenda, Il ritorno di Casanova di Tullio Kezich da Arthur Schnitzler regia di Armand Delcampe. Prodotta dalla Plexus T di Lucio Ardenzi interpreta alcune commedie di successo: Fiore di Cactus, I Massibilli con Arturo Brachetti e Twist con Marco Columbro per ilFestival di Spoleto e Sunshine la ragazza di peep show nella commedia scandalo di William Mastrosimone per la regia di Marco Mattolini. Di Luigi Pirandello interpreta Uno nessuno e centomila regia di Marco Mattolini e Sei personaggi in cerca d’autore per la regia di Giuseppe Patroni Griffi che le varra il Premio Flaiano come migliore attrice. Di William Shakespeare affronta Molto rumore per nulla regia di Armando Pugliese, Lady Macbeth insieme a Massimo Venturiello e la Regina in Amleto nell’edizione di Walter Le Moli. Sempre di Cechov e Mascia nelle Tre sorelle insieme a Chiara Noschese e Amanda Sandrelli. Con Dacia Maraini inizia una lungacollaborazione partendo dalla vita di Camille Claudel con Camille sempre per il Festival di Spoleto, Nella città l’inferno adattamento dalla sceneggiatura di Suso Cecchi D’Amico regia di Francesco Tavassi, Maria Stuarda insieme a Elisabetta Pozzi regia di Francesco Tavassi che la dirigeanche in Anna dei miracoli di William Gibson, La gatta sul tetto che scotta di Tennessee Williamse Amarafemmena concerto spettacolo dedicato alla canzone napoletana.Per la Sony Music incide ilcd Il cuore di Totò . Torna assieme a Luca De Filippo con il quale debutta al Teatro San Carlo Di Napoli con lo spettacolo, evento delle recenti stagioni teatrali, Napoli Milionaria di Eduardo nel ruolo di Donna Amalia diretta da Francesco Rosi. Per il cinema e stata diretta da Franco Zeffirelli nella Traviata da P. Del monte in Tracce di Vita Amorosa da Giovanni Veronesi in Per amore solo Peramore. Carlo Vanzina la dirige in A spasso nel tempo 2 dove reinterpreta la Loren in Pane amore e… nel 2002 fa parte del cast del film di Piergiorgio Gay in concorso alla mostra di Venezia La Forzadel passato. Per la televisione e diretta da F. Costa in Passioni e in Tutti gli uomini sono uguali e Il Commissiario di A. Capone. Festa del cinema di Roma 2007 L’Uomo Privato di E. Greco eun Principe Chiamato Totò di F. Robutti.Teatro 2008 La Rosa Tatuata T. Williams regia F. Tavassi, Romantic Comedy regia di A. Benvenuti, La duchessa di Amalfi regia di C. Barilari, La stranacoppia regia di F. Tavassi, Anima Latina regia di F. Tavassi, Teresa la ladra regia di F. Tavassi, Napoletana regia di F.Tavassi, La lampadina galleggiante di Woddy Allen regia A. Pugliese, Marilyn Monroe Fragments di M. Monroe regia Carmen Giordano, Affari di cuore di C. Freedman con la regia di C. Noschese, Dopo il silenzio tratto dal libro di Pietro Grasso “Liberi Tutti”,regia di A. Pizzech. Pathos regia di F. Tavassi, Eduardo al Kursaal di E. De Filippo regia A. Pugliese, Elena G. Ritsos regia F. Tavassi, Cancun di J. Galceran regia M. Mattolini, Camille Claudel di D. Maraini adattamento e regia M. D’Abbraccio, Borges Piazzola con G. Albertazzi regia

F. Tavassi Filumena Marturano di E. De Filippo regia L. Cavani.

Dacia Maraini nasce a Fiesole (Firenze). La madre Topazia appartiene ad un’antica famiglia siciliana, gli Alliata di Salaparuta. Il padre, Fosco Maraini, per metà inglese e per metà fiorentino, è un grande etnologo ed è autore di numerosi libri sul Tibet e sull’Estremo Oriente.

La famiglia Maraini si trasferisce in Giappone nel ‘38 poiché il padre porta avanti uno studio sugli Hainu, una popolazione in via di estinzione stanziata nell’Hokkaido.

Nel ‘43 il governo giapponese, in base al patto d’alleanza cha ha stipulato con Italia e Germania, chiede ai coniugi Maraini di firmare l’adesione alla Repubblica di Salò. Poiché i due rifiutano, vengono internati insieme alle tre figlie in un campo di concentramento a Tokyo. Lì patiscono due anni di estrema fame e vengono liberati, soltanto a guerra finita, dagli americani. Nella sua collezione di poesie Mangiami pure, del 1978, la scrittrice racconterà delle atroci privazioni e sofferenze di quegli anni.

Rientrati in Italia, i Maraini si trasferiscono in Sicilia, presso i nonni materni, nella villa Valguarnera di Bagheria, dove le bambine cominciano gli studi. Qualche anno dopo la famiglia si divide: il padre va ad abitare a Roma, lasciando a Palermo sua moglie e le tre figlie che frequentano le scuole in città. Per Dacia sono gli anni della prima formazione letteraria, ma soprattutto del sogno di una fuga che però arriva soltanto al compimento del diciottesimo compleanno, con la decisione di andare a vivere a Roma con il padre. Qui prosegue il liceo e per guadagnare si arrangia facendo l’archivista, la segretaria, la giornalista di fortuna. A ventuno anni fonda, assieme con altri giovani, la rivista letteraria «Tempo di letteratura», e comincia a collaborare, con dei racconti, a riviste quali

«Paragone», «Nuovi Argomenti», «Il Mondo».

Nel 1962 pubblica il suo primo romanzo, La vacanza, cui seguono L’età del malessere (1963, ottiene il Premio Internazionale degli Editori “Formentor”) e A memoria (1967). Grazie all’interessamento di Nanni Balestrini, nel ’66 escono con il titolo Crudeltà all’aria aperta anche le sue poesie, che vengono recensite con molto favore da Guido Piovene. Intanto si sposa con Lucio Pozzi, pittore milanese da cui si divide dopo quattro anni di vita comune e un figlio perso poco prima di nascere. In questi anni Dacia Maraini comincia a occuparsi anche di teatro. Fonda, assieme ad altri scrittori, il Teatro del Porcospino, in cui si rappresentano solo novità italiane, da Gadda a Parise, da Siciliano a Tornabuoni. Proprio in questo periodo incontra Alberto Moravia, che nel 1962 lascia per lei la moglie e scrittrice Elsa Morante: i due vivranno insieme a lungo, fino ai primi anni Ottanta.

Nel ‘73 fonda assieme con L. Leone, Francesca Pansa, Mariola Boggio e altre, il Teatro della Maddalena, gestito e diretto da donne. Lei stessa scrive molti testi teatrali, tra i quali Maria Stuarda, che ottiene un grande successo internazionale, Dialogo di una prostituta con un suo cliente, Stravaganza e altri. Dal 1967 ad oggi, Dacia Maraini ha scritto più di trenta opere teatrali, molte delle quali vengono ancora oggi rappresentate in Europa e in America.

Un altro romanzo viene pubblicato nel ‘72, Memorie di una ladra: Monica Vitti ne ricava uno dei suoi film più riusciti. L’anno successivo esce Donna in guerra, poi tradotto, come quasi tutti i suoi libri, in molte lingue. Nell’80 è la volta di Storia di Piera, scritto in collaborazione con Piera degli Esposti: Marco Ferreri ne ricaverà un fortunato film con Marcello Mastroianni.

Degli anni Ottanta sono i romanzi Il treno per Helsinki (1984), sulla nostalgica ricerca degli entusiasmi del passato, e Isolina (1985), la storia toccante di una ragazza a cavallo tra Otto e Novecento.

Nel ‘90 esce Lunga vita di Marianna Ucrìa, che vince il Campiello e altri prestigiosi premi, e ottiene un enorme successo di critica e pubblico. L’anno successivo escono la raccolta di poesie Viaggiando con passo di volpe e il libro di teatro Veronica, meritrice e scrittora. Nel ‘93 è la volta di Bagheria, un appassionante viaggio autobiografico nei luoghi d’infanzia, e Cercando Emma, che ripercorre la vicenda del romanzo Madame Bovary di Flaubert per capire il suo fascino e svelarne il mistero. Nel ‘94 il romanzo Voci, anch’esso vincitore di molti premi letterari, offre una nuova interpretazione sul tema della violenza sulle donne.

I grandi temi sociali, la vita delle donne, i problemi dell’infanzia sono ancora al centro delle sue opere successive: il breve saggio sulla modernità e sull’aborto Un clandestino a bordo (1996), il libro intervista E tu chi eri? (1998) e la raccolta di racconti sulla violenza sull’infanzia Buio (1999, vincitore del Premio Strega). Del 1997 è il romanzo Dolce per sè, in cui una donna matura e giramondo scrivead una bambina per evocare i ricordi del suo amore per un giovane violinista, descrivere viaggi,concerti, aneddoti familiari. Se amando troppo (1998) raccoglie le poesie scritte tra 1966 e il 1998. Tra il 2000 e il 2001 vengono pubblicati: Amata scrittura (in cui svela con passione e umiltà i segretidel mestiere di scrittore), Fare teatro 1966-2000 (che raccoglie quasi tutte le sue opere teatrali) e Lanave per Kobe (in cui rievoca l’esperienza infantile della prigionia in Giappone). Nel 2003 esconoinvece Piera e gli assassini, il secondo libro scritto in collaborazione con Piera degli Esposti, e lefavole di La pecora Dolly. La letteratura, la famiglia e il mistero del corpo sono i temi principalidi Colomba (2004). Degli ultimi anni sono invece la raccolta di articoli I giorni di Antigone (2006) e ilsaggio Il gioco dell’universo (2007) di cui è coautrice insieme al padre. Ancora estremamenteprolifica, Dacia Maraini viaggia attraverso il mondo partecipando a conferenze e prime dei suoispettacoli. Nel 2008 ha pubblicato il romanzo Il treno dell’ultima notte, nel 2009 la raccolta diracconti La ragazza di via Maqueda, nel 2010 La seduzione dell’altrove, nel 2011 La grande festa,nel 2012 L’amore rubato e nel 2013 Chiara di Assisi. Elogio della disobbedienza. È appena uscito,sempre per Rizzoli, il nuovo romanzo, La bambina e il sognatore.

Consuelo Barilari regista, è ideatrice e Direttrice del Festival dell’Eccellenza al Femminile che ha avuto il riconoscimento di tre Medaglie del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il Patrocinio dell’Unesco peri Beni Immateriali. Si occupa dal 2003 di creazione e regia di spettacoli teatrali prevalentemente da opere di nuova drammaturgia italiana, attenta ai temi del Mediterraneo e del “femminile”. Dal 2006 è regista di svariati spettacoli tra cui di “I Templari. Ultimoatto” con Paolo Graziosi e Sergio Romano, anche film per RAI 2; “Matilde di Canossa” con M. Kustermann e R. Alinghieri; “Le Crociate viste dagli Arabi” con Elia Shilton e una compagnia internazionale composta da 22 interpreti, con cui vince il progetto Europeo Schegge di Mediterraneo; “Federico. Notte di presagi” con P. Bonacelli; “Io Federico” con M. Venturiello; “Albert Camus e Jean Grenier. La fortuna di trovare un maestro” con F. Parenti e R. Alinghieri. “La Duchessa di Amalfi” di J. Webster con Mariangela D’Abbraccio; nel 2012 “Camille Claudel” di DaciaMaraini con Mariangela D’Abbraccio; “Fool I comici in Shakespeare” di Masolino D’Amico con il Globe Theatre di Roma. Lo Sguardo Di Orfeo 6 episodi teatrali tragicomici sul Mito di Orfeo, progettocon la regia di Marco Avogadro, Duccio Camerini, David Gallarello. Caro Eduardo, di Consuelo Barilaricon Lina Sastri. (2016) Dante per voce femminile, con Moni Ovadia e Pamela Villoresi. Napule è n’atastoria (2017), di Pino Daniele ed Eduardo de Filippo, con Mariangela D’Abbraccio e Musica da Ripostiglio con debutto Teatro Quirino Roma. Matilde di Canossa, con Alessandra Fallucchi, Edoardo Siravo. Artemisia, Caterina, Ipazia… e le altre con Laura Curino. (2019/2020)