Lo scorso weekend è ripartita la Bundesliga in quella che è stata una ripartenza battezzata quasi come una “rinascita” del calcio, che sino a quel momento aveva sentito solamente di rinvii o campionati sospesi, qualche giorno fa diventati quattro con la Scozia andata ad aggiungersi a Belgio, Olande e Francia.

Si è tornati a rivedere una partita di calcio, da lontano e attraverso il filtro della televisione, potendo cogliere molto meno di quanto si coglierebbe dentro uno stadio. Questo è poco, ma sicuro. Si è ripartiti subito con 27 gol e una sola partita senza reti (Fortuna Düsseldorf-Paderborn) e alla diffidenza iniziale si sono susseguiti colpi bassi che non sono passati inosservati. Tant’è vero che, complice anche il grande numero di contatti, la Bundesliga ha chiuso i suoi primi 90′ con sette infortuni in nove partite.

Il derby della Ruhr tra Borussia Dortmund e Schalke 04 è stato l’emblema della ritrovata e rinnovata presenza di calcio nelle vite dei tedeschi. Tanti gol, calci d’angolo dove non sono mancanti i contrasti aerei, falli duri con richiesta d’intervento degli staff medici con mascherina, nessuna gamba tirata indietro. Qualche dato rilanciato dalle statistiche della Bundesliga – e ripreso soprattutto dalla stampa britannica – ha messo in evidenza, in attesa di ulteriori conferme, cosa sia il calcio in convivenza col Covid-19.

Il tifo e il clima da stadio, quello che tutti conosciamo, con la sua assenza incideranno sulle partite. Le misure di distanziamento, annullate in fase di gioco, sono ritornate nelle esultanze dei calciatori gomito a gomito e nella disposizione scaglionata di squadre e staff in panchina. Tutti con la mascherina, a parte gli allenatori, e giocatori che non rientrano negli spogliatoio dopo aver svolto riscaldamento. Questo è emerso nella prima giornata di Bundesliga, con squadre inizialmente un po’ più caute (aumentati i passaggi e cresciuto il possesso pallone). Inoltre sono passati mediamente da 71 a 61 i duelli tra giocatori a partita, così come si sono rilevati meno tocchi nell’area di rigore avversaria, passati da 45 a 35.

Il quadro è restituito dai dati Opta, che dovranno però proseguire nell’analisi perché una giornata sola non può bastare a tracciare una differenza concreta tra il “prima” e il “dopo”. Neppure quando si parla del coinvolgimento degli arbitri nel clima partita, che entrano da soli in campo dopo che le squadre già sono nel rettangolo di gioco. Se prima l’impatto del tifo inconsciamente poteva condizionarli, le prime gare dello scorso weekend avrebbero detto che questa prospettiva si è azzerata: nel corso delle 224 partite prima del blocco, gli arbitri avevano assegnato 151 falli in più contro le squadre in trasferta e distribuito 62 cartellini gialli. Sabato, invece, questa discrepanza si è modificata e le squadre padron di casa hanno visto aumentare le sanzioni.

La Bundesliga, comunque, si è rimessa sui binari e la ripresa del campionato, secondo le statistiche acquisite dai media tedeschi, è stata accolta con favore da circa il 50% degli intervistati. Larghissimo il fronte degli scettici e dei tifosi in aperto contrasto con la decisione di ricominciare a porte chiuse. Un fronte larghissimo, che non ha portato a tensioni nella prima giornata di Bundesliga, ma continuerà a fare discutere attraverso iniziative dei singoli supporter. I tifosi del Colonia hanno disposto un divano davanti allo stadio con la scritta “Stadion Statt Sofa” (“stadio anziché divano“), una carovana di ciclisti ha circumnavigato invece lo stadio del Werder Brema esponendo uno striscione con sopra scritto “Tod Spiele” (“giochi di morte“).

E se l’assenza dei tifosi è sicuramene il dato più lampante e negativo di questa ripresa – e altrettanto il prossimo tema che federazioni, scienziati e governi, a partire da quello tedesco, dovranno affrontare -, qualcos’altro ha fatto storcere il naso in Bundesliga. Oltre alla distanza creatasi fra operatori dei media e tesserati dei club, i primi sugli spalti a raggiungere gli intervistati con una lunga “giraffa” con un microfono all’estremità, la prima giornata di calcio vero ha restituito subito molti infortuni e qualche problema macroscopico da parte di Amazon, che in 48 ore ha allestito un impianto per trasmettere solo alcune delle gare, mostrando tuttavia più di qualche problema di connessione e ritardi audio. In Germania, e così in Inghilterra, si sta comunque lavorando ad una trasmissione capillare del calcio aperta anche alle televisioni pubbliche, cosa che già accade per un numero circoscritto di partite.

C’è poi lo spinoso e rilevante tema degli arbitri, che hanno in carico la difficile gestione di partite un po’ atipiche, senza contorno e senza suoni e con tante dinamiche che non saranno accettabili, come uno sputo sul terreno di gioco ai “faccia a faccia” tra giocatori passando per le esultanze troppo permissive, come quella di Boyata dell’Herta Berlino che ha baciato uno dei propri compagni dopo un gol. Insomma, scenari che i direttori di gara dovranno valutare di volta in volta. I fischietti tedeschi hanno comunque meno problemi dei colleghi italiani.

Il motivo? Intanto la necessità di terminare assai più gare in un minore lasso di tempo. In Italia, infatti, è presumibile che si chiuderà il campionato entro il 20 agosto con ripartenza due mesi prima: per finire le 124 partite che restano saranno necessari almeno 2/3 turni infrasettimanali. I direttori di gara e i loro assistenti, che oltre al lavoro presso l’AIA ne hanno un altro all’infuori del calcio, potrebbero non essere disposti a dovere abbandonare la loro professione nel bel mezzo della settimana, a ritmo forzato e a distanza ravvicinata.

Un problema che diventerà di primo piano a ridosso della ripresa della Serie A, ma che dovrebbe diventarlo anche oggi visto che gli arbitri non hanno ricevuto nuove informazioni dal presidente Nicchi da oltre due mesi e mezzo, dallo scorso 7 marzo quando iniziarono ad arbitrare le prime partite del 27é di campionato. Nei prossimi giorni i fischietti dello Stivale attendono una chiamata d’urgenza da parte dei vertici dell’AIA.