Nella versione online di Repubblica spicca una lunga intervista al presidente della UEFA Aleksander Ceferin, convinto di come per la ripresa dei campionati nazionali siano almeno quattro le strade percorribili dalle federazioni. Le prime tre date hanno un MCD: la deadline del 30 giugno. “Ricominciare a metà maggio, a metà giugno, o alla fine di giugno – spiega Ceferin, che poi ammette – Se questo non fosse possibile, allora probabilmente la stagione è persa”.

La quarta via? Si tratta di una proposta: “Finire la stagione 2019/2020 all’inizio della prossima, che comincerebbe un po’ più tardi. Vedremo quale sarà la migliore soluzione per leghe e club. Nessuno sa quando la pandemia finirà. Abbiamo il piano A, B o C: siamo in contatto con le leghe, con i club, c’è un gruppo di lavoro. Dobbiamo aspettare, come ogni altro settore”.

Un altro tema spinoso è quello sugli stadi, che con tutta probabilità resterebbero a porte chiuse anche qualora l’attività sportiva ricevesse il via libera per la ripresa. UEFA e federazioni sono pronte a mettere da parte i tifosi pur di portare a termine i campionati? Ceferin conferma: “Mi è difficile immaginare tutte le gare a porte chiuse, ma ora non sappiamo se riprenderemo, che sia con il pubblico o senza. Se non ci fosse alternativa, sarebbe comunque meglio finire i campionati. Posso dire che non penso alle finali di Champions ed Europa League a porte chiuse”

Per voce dello sloveno arriva anche una risposta ufficiale alle aspre critiche di medici e virologi in merito alla disputa di Atalanta-Valencia a porte aperte: “Quando c’è stata Valencia-Atalanta, si giocava ancora dappertutto in Europa. Era a porte chiuse e sui tifosi radunati davanti allo stadio la giurisdizione era delle autorità spagnole. Ho sentito anche una critica idiota per l’andata a Milano. Il 19 febbraio nessuno sapeva che la Lombardia sarebbe stata il centro dell’epidemia. Chi eravamo per dire di non giocare? Ci sono autorità preposte”.


Rassegna Stampa del 28 Marzo, Ceferin ha 3 piani per salvare la stagione. Preziosi: “Meglio chiuderla qui”