Mentre l’Italia, senza abbassare minimamente la guardia, guarda con favore al quarto giorno di fila nel calo contagi (-27% nelle ultime 96 ore), la Spagna si presenta al mondo da questa sera come il secondo Paese col maggior numero di vittime da coronavirus.

In questa statistica tutt’altro che positiva rimane in testa ancora l’Italia, che oggi ha raggiunto 7434 decessi, ma il paese iberico ha superato a sua volta le vittime della Cina e registrato un incremento di contagi del 20% in sole ventiquattro ore, toccando i 3434 morti. Il Paese del primo ministro Sanchez è ormai vicino alla soglia dei 50mila casi positivi e le immagini che arrivano dagli ospedali del Paese spagnolo sono il quadro della situazione d’emergenza che lo sta investendo. Gente ricoverata e distesa per terra nei corridoi degli ospedali, reparti al collasso, personale medico che rischia di essere decimato, una corsa contro il tempo dell’esercito per costruire ospedali da campo.

A provare a dare una ventata di speranza c’è il mondo del calcio spagnolo, benché di calcio – oggi – ben poco si desideri parlare. E se è pur vero che questa mattina il presidente della Federcalcio iberica, Luis Rubiales, aveva detto a chiare lettere di non voler più sentire parlare di calcio “quando i militari stanno montando ospedali da campo“, tuttavia la Federazione da lui stesso presieduta ha presentato nel pomeriggio un piano di sostegno a tutte le formazioni del campionato spagnolo, dalla Liga sino alla terza divisione passando per calcio femminile, settori giovanili, calcio a cinque e, non in ultimo, calcio dilettantistico.

La federazione spagnola vuole essere un esempio nella lotta la coronavirus” è l’esordio del video diffuso dalla Federcalcio spagnola. In ambito sportivo, come noto, la Spagna ha sospeso le competizioni finché le autorità sanitarie e governative non daranno un nuovo via libera. Nel frattempo, la Federazione ha deciso di supportare i club del calcio spagnolo per garantirne non solo la tenuta finanziaria, ma anche la copertura del 100% dei salari dei calciatori.

Chiaramente si tratta di una misura d’impatto soprattutto per i club delle leghe minori, nell’ottica che questa stagione sportiva possa realmente non ripartire più. I club minori, quelli dove gira meno denaro, vanno tutelati fin da subito per evitarne una deriva drammatica e le cifre messe sul piatto sono davvero imponenti. Ma c’è ben di più nel piano varato dalla Federcalcio spagnola. 

 

Innanzitutto viene tesa la mano al servizio sanitario spagnolo fornendo psicologi e medici che fanno parte degli staff delle singole squadre, dopodiché viene messo a disposizione l’hotel destinato a calciatori e sportivi della Nazionale all’interno, quello della “Ciudad del Futbol” di Madrid, affinché possa diventare un ospedale. Infine, viene fatta una donazione in denaro (non ancora quantificata) per sostenere la ricerca sanitaria. A questa donazione congiunta si sommeranno quelle individuali di giocatori, allenatori, club, Comitato Olimpico nazionale e tutti i donatori volontari. Per dare la cifra dell’impatto che il coronavirus sta avendo sulla nostra visione del futuro vi è un’altra decisione storica: quella di estendere a tutte le prossime stagioni sportive questa donazione in denaro. Non si fermerà a cessata emergenza, ma proseguirà ogni anno. Ogni stagione sportiva.

Le misure economiche contemplano invece di coprire il 100% dei salari dei giocatori, “previa negoziazione coi sindacati“, e di spartire invece una successiva torta in parti uguali. Nel video descrittivo si parte da Primera IberdrolaReto Iberdrola, la Serie A e Serie B femminili spagnole, alle quali verranno destinati rispettivamente 500mila e 100mila euro a club. A questo budget andranno aggiunti 700mila euro destinati alla federazione femminile di calcio a 5, il cosiddetto “futsal“. I club di Segunda Division B (Serie C spagnola) riceveranno a testa una cifra tra 131mila e 291mila euro. La quarta categoria, invece, un minimo di 44mila euro e un massimo di 105mila euro per club.

Non saranno dimenticati neppure i settori giovanili. Nell’alveo di un patto di solidarietà con la UEFA, Liga e Segunda Division riceveranno il medesimo budget da spartire fra le proprie società (4 milioni e 815mila euro), mentre la terza e quarta categoria, per la prima volta nella storia, riceveranno rispettivamente un indennizzo di 898mila euro e 2 milioni e 311mila.

Gli incentivi a restare uniti e non abbandonare il calcio e lo sport sono chiari. Talmente chiari che raggiungono direttamente anche il calcio non professionistico, quello che in Italia definiremmo “dilettantistico”. All’interno dell’ampio pacchetto di misure è stata inserita anche quella di azzerare il costo dei cartellini di calciatori non professionisti per le prossime due stagioni (2020/2021 e 2021/2022), sia nel calcio a undici, sia nel calcio a cinque.

Per sostenere Liga e Segunda División verrà aperta una linea di credito da parte della Federazione. In altre parole, la Federcalcio spagnola discuterà un prestito bancario per una cifra di almeno 500 milioni di euro. E qui c’è un altro aspetto da sottolineare: al tavolo di contrattazione del prestito sono stati invitati direttamente i club professionistici, quantomeno quelli che ritengano di avere necessità di disporre degli incentivi economici.

La Federazione spagnola non aspetterà comunque l’esito della contrattazione e giocherà d’anticipo destinando a ciascuna lega, dalla terza categoria in giù, 4 milioni di euro. Denaro garantito direttamente dalle casse della Federazione, che usare un suo personale tesoretto per consentire ai club di pagare giocatori, giocatrici e staff tecnici fin quando permarranno lo stop di allenamenti e campionati (con la possibilità di dilazionare questa cifra su due stagioni e senza interessi).

Un esempio da seguire per l’Italia del calcio, che ancora non si è fermata per davvero e che è tutto un botta e risposta mentre fuori è un bollettino di guerra.


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