La seconda parte della terza giornata di Champions League rilancia l’Inter nel girone grazie alla vittoria per 2-0 a San Siro contro il Borussia Dortmund, privo di quasi tutto il reparto offensivo. Lautaro segna, poi sbaglia un rigore. Nel mezzo poche occasioni, qualche pericolo dalle parti di Handanovic e un raddoppio conquistato in contropiede nel finale: Candreva, calcio e corsa sotto la curva. Nerazzurri ora a pari punti con i tedeschi, da segnalare l’esordio in Champions per Esposito, classe 2002 entrato nelle grazie di Antonio Conte. Barcellona e Messi vincono di misura a Praga contro lo Slavia, capaci di pareggiare prima di essere nuovamente sorpassati dagli azulgrana.

Il Napoli porta a casa con fatica i tre punti dalla Red Bull Arena di Salisburgo, rischiando di andare sotto e facendosi recuperare per ben due volte dall’inarrestabile Håland (20 gol da inizio stagione fra campionato, coppa nazionale e Champions) fra i miracoli di un Meret in versione porta blindata. Vanificata la doppietta Mertens,  che supera così il record conquistato in maglia azzurra da Maradona, a regalare una vittoria fondamentale ci pensa il discusso Insigne: tocco sotto, un abbraccio ad Ancelotti e tre punti pesanti. A Genk stravince il Liverpool, ma la corazzata di re Carlo resta al comando mettendosi alle spalle il deludente pareggio in Belgio.

Le due gare del tardo pomeriggio sorridono a Red Bull Lipsia e Chelsea. I primi hanno la meglio sullo Zenit, si portano al primo posto nel girone e scavalcano il Lione, sconfitto in casa del Benfica. Basta invece una rete di Batshuayi per far vincere i Blues ad Amsterdam e portare la squadra di Lampard in testa a pari punti proprio con l’Ajax. Inseguono Valencia e Lille, che si fanno male a vicenda in un pareggio conquistato dai francesi all’ultimo respiro.


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