Parata di stelle a Madrid per la finale della più prestigiosa competizione per club a livello europeo, la Champions League. Alcuni “eroi del Triplete“, come soprannominati a Milano, hanno dato spettacolo nel campetto allestito nella splendida cornice di Plaza Mayor, in attesa della super finalissima tra Tottenham e Liverpool. Le due inglesi  non potrebbero avere una storia europea più diversa l’una dall’altra: gli Spurs sono alla loro prima finale di Champions, mentre per i Reds si tratta della nona (la seconda consecutiva dopo quella persa 12 mesi fa a Kiev contro i Blancos). È la notte del verdetto: ad ospitarla il palcoscenico del Wanda Metropolitano, fortino dei Colchoneros (usciti ai quarti contro la Juventus).

LA PARTITA – Al fischio iniziale del direttore di gara, Damir Skomina, preceduto dal minuto di silenzio in ricordo di José Antonio Reyes (scomparso nelle scorse ore in seguito ad un incidente stradale, ndr), è il Liverpool ad affacciarsi verso la retroguardia degli Spurs. Il cronometro segna 30”, momento in cui l’indice del fischietto sloveno punta il dischetto del rigore: penalty assegnato per un tocco di braccio di Sissoko su un cross di Mané. Salah non sbaglia, i Reds passano in vantaggio siglando il secondo gol più veloce in una finale di Champions League, dopo quello segnato da Paolo Maldini nel 2005 proprio contro il Liverpool. La formazione di Pochettino sembra non aver subito il colpo, e il costante possesso palla degli Spurs lo testimonia. Possesso che, però, non viene accompagnato dalla precisione, quella che manca al Tottenham negli ultimi 20 metri e non permette al reparto offensivo, Keane su tutti (al ritento in campo dopo l’infortunio rimediato nel quarto d’andata contro il Manchester City), di creare pericoli ad Alisson. Dall’altra le occasioni arrivano, la più pericolosa porta il cognome di Robertson, che calcia da fuori area trovando di Lloris.

Tornati in campo le occasioni iniziano a fioccare da una parte e dall’altra. Per il Liverpool è ancora Salah a sbucare dalle parti di Lloris, trovando davanti a sé Vertonghen; allo squillo Reds è Alli a rispondere. Dal 60esimo le squadre iniziano ad allungarsi e, a parte in qualche sporadica occasione, giocare prevalentemente in contropiede. Propio su uno di questi Milner (entrato al posto di Wijnaldum, ndr) sfiora il gol del raddoppio con un mancino che finisce di poco a lato. Da questo momento, però, il Tottenham inizia ad attaccare con più insistenza, trovando prima un monumentale van Dijk, che salva i Reds davanti alla porta, e poi Alisson, in volo su una punizione di Erikson. Nel momento migliore degli Spurs arriva il raddoppio di Origi, che incrocia di sinistro e porta il Liverpool di Klopp in Paradiso.

SUL TETTO D’EUROPA – Prima Champions League per Jürgen Klopp, sesta per il Liverpool: dopo 14 anni di nuovo sul tetto d’Europa.