Feste, lacrime, gioia e rassegnazione. Verdetti, rimpianti, proteste e prese di posizione. Termina la Premier League, mentre il resto del nostro continente sta per chiudere i battenti: qualcuno ci ha lasciato le dita in mezzo, pochi riusciranno a prendere in tempo il treno per l’Europa. C’è anche chi lo fa con una medaglia al collo o chi perde il titolo all’ultima giornata ma ha tenuto nel cassetto una finale di Champions tutta da vivere.

CHAMPAGNE SUPERNOVA – Il Manchester City non fa scherzi a Brighton, vince il secondo titolo consecutivo e lascia al Liverpool soltanto le briciole, che se sono la finale di Champions League contro il Tottenham in realtà potrebbero anche bastare ed avanzare. Klopp si congratula, Noel Gallagher definisce Guardiola “l’Elvis del calcio” e il campionato si chiude con le tre retrocessioni già decise da settimane. Se non da mesi. Sarà poi proprio il Brighton ad annunciare il primo cambio sulla panchina: l’era Chris Hughton, salvatosi per il rotto della cuffia con 36 punti in 38 giornate, si chiude dopo quasi 5 anni di gestione.

SUPER BUNDES – In Germania resta tutto ancora aperto in cima alla classifica: sarà l’ultima giornata, quella che vede in programma Bayern-Eintracht e Gladbach-Dortmund, a sancire vincitori, vinti e qualificati alla prossima edizione di Champions ed Europa League. Lo Schalke si ferma ancora ma può tirare un sospiro di sollievo, perché sarà lo Stoccarda a giocarsi il playout per non retrocedere.

 In Spagna piange il Girona, i cui tifosi festeggiano per il vantaggio contro il Levante prima di vedersi rimontare nel giro di 20′ fra le mura amiche. Il Celta fa persino peggio, perdendo al San Mames contro il Bilbao (impegnato a salutare con commozione i gregari Iturraspe, Susaeta e Mikel Rico, prossimi all’addio) ma ringrazia e si gode la salvezza con una giornata di anticipo. Decisi anche gli ultimi verdetti in coda alla classifica, riuscirà il Getafe a centrare una storica qualificazione fra le grandi d’Europa?

RASCASSE – Se un Lille completamente risorto ha già messo un’ipoteca sulla qualificazione alla prossima Champions League, il Monaco del genoano Pietro Pellegri (ai box da settembre) rischia grosso e si giocherà un inedito all-in per non restare invischiato nel vortice della retrocessione o dello spareggio salvezza. La classifica non lascia spazio a calcoli, solo una vittoria contro l’Amiens nella penultima curva potrebbe risolvere una stagione da depennare al più presto. Altrimenti ci sarà da soffrire fino all’ultimo giro.

CAOS A LUCERNA – I tifosi del Grasshoppers, club più titolato di Svizzera, non hanno digerito affatto la clamorosa nonché prima retrocessione in serie cadetta già ratificata nella stagione ancora in corso. Le ultime due gare di campionato sono state sospese, ma quella contro il Lucerna (la più recente) ha offerto immagini che hanno fatto e faranno il giro del mondo: una parte di sostenitori ha invaso il campo, con la pretesa di ricevere dai calciatori magliette, pantaloncini e calzettoni in segno di resa. La gara è stata sospesa, si attendono duri provvedimenti.

Si lotta fino alla fine anche in Portogallo: Porto o Benfica, chi trionferà? Lo Zenit San Pietroburgo si è già laureato campione di Russia da qualche settimana, per il sorriso di Mancini, Criscito e Marchisio. L’Ajax si consola con l’Eredivisie, ormai in tasca: il PSV dovrebbe vincere con 15 gol di scarto e sperare nella sconfitta della squadra allenata da ten Hag. Per quanto le due semifinali di Champions abbiano ridotto sensibilmente il confine tra l’improbabile ed il possibile, i lancieri hanno tutto il diritto e la possibilità di festeggiare: questa volta il vantaggio basterà. L’ultima vittoria del titolo nella capitale olandese risaliva al 2014.