La 23esima giornata non ha azzerato le polemiche da VAR, ma questa volta ha ribaltato un po’ la consueta routine. Specialmente il Torino, da squadra spesso additata come “penalizzata”, ha dovuto fare i conti con la grazia ricevuta di non vedersi assegnato contro il gol di Okaka allo scadere per fuorigioco di Lasagna. Ma andiamo con ordine.

PARMA-INTER – Gli episodi da VAR cominiciano dallo stadio “Tardini” dove l’Inter cerca la riscossa dopo un mese e mezzo senza vittorie. La gara la sbloccherebbe D’Ambrosio su calcio d’angolo, ma giù a velocità reale pare che il gol abbia qualcosina che non va. Il difensore nerazzurro, infatti, colpisce di testa facendo rimpallare il pallone sul gomito destro, attribuendo al pallone una traiettoria che Sepe non può intercettare. Irrati è assistito al VAR da Valeri, ma non segnala irregolarità, definendo regolare il gol. Richiamato al mini schermo, eccolo tornare sui propri passi concedendo fallo a favore del Parma e annullando la rete del vantaggio. Polemiche azzerate per la successiva rete di Lautaro Martinez, ma conduzione con qualche lacuna da parte del fischietto di Pistoia.

BOLOGNA-GENOA – La gara di Rocchi, al “Dall’Ara”, non ha troppe sbavature e la gestione generale, in quella che poteva diventare una partita particolarmente fallosa e spigolosa, è sufficiente. La vera sbavatura è quella che lo vede non reiterare il cartellino giallo al minuto 62′ nei confronti di Palacio, che al limite dell’area di rigore genoana atterra Lerager da dietro, senza mai prendere il pallone. Il Bologna avrebbe dovuto concludere la gara in dieci uomini. Rocchi era peraltro vicinissimo all’azione, appostato con visuale libera a non più di 3/4 metri.

SASSUOLO-JUVENTUS – L’episodio chiave di questa partita, che il Sassuolo fatica a sbloccare pur creando maggiormente nel primo quarto d’ora, è l’atterraggio a centro area di Djuricic da parte di Szczesny. Un contatto che ha fatto discutere, dividendo equamente i detrattori della scelta dai suoi sostenitori. Il portiere polacco della Juventus, che comunque vada si produce in un’uscita bassa da grande portiere, a mano aperta e attaccando il pallone, inevitabilmente tocca anche la gamba sinistra di Djuricic, qualche istante prima di smanacciare il pallone. Mazzoleni, assistito da Maresca al VAR, non assegnerà il calcio di rigore. Il suo aiutante al monitor, però, gli ravvisa la possibilità che vi sia un chiaro ed evidente errore nella sua decisione e lo richiama a bordo campo, dove tuttavia la scelta sarà quella di mantenersi fedele alla verità di campo e all’interpretazione data a velocità di gioco. Se la discriminante era cosa toccasse prima il portiere juventino, a rivedere le immagini verrebbe da sbilanciarsi a favore dell’assegnazione del calcio di rigore. Sassuolo che può dunque recriminare.

TORINO-UDINESE – Al termine di questa rassegna di immagini ed episodi, inevitabile segnalare gli episodi principali di questa 24esima giornata: il fallo di Djidji su Okaka in Torino-Udinese che Guida trasforma in rigore solamente dopo una on field review suggerita dal VAR Aureliano. Il contatto è netto, il pallone non viene minimamente toccato e la posizione del direttore di gara, in linea con la zona dove matura l’episodio, lo inganna. A tenere in piedi la baracca ci penserà Sirigu neutralizzando il penalty. Ma c’è il secondo episodio, quello che avrebbe comportato non solo le proteste dei friulani, ma anche l’ammonizione con diffida di Daniele Pradè per le sue invettive rivolte all’arbitro. L’episodio matura al minuto 89′ quando Okaka pareggia calciando dalla distanza e ingannando Sirigu. Ma la posizione di Lasagna, oltre la linea, viene giudicata dopo un richiamo al VAR irregolare e, soprattutto, invadente per la visuale del portiere. Dopo che i friulani esultano per un minuto abbondante sotto la curva, l’arbitro Guida torna sui propri passi e annulla la rete che varrebbe il pareggio. Proteste veementi da parte del club friulano, inasprite anche da una classifica tutt’altro che confortante.

ESORDIO IN CHAMPIONS LEAGUE – La prima tornata di Ottavi di Champions League sancirà anche l’ingresso del VAR nella massima competizione europea. Sia nella gara tra Roma e Porto sia in quella fra Manchester United e Paris Saint-Germain sarà infatti possibile affidarsi alla mano della tecnologia per quattro situazioni di gioco, illustrate dal responsabile del settore arbitri UEFA Roberto Rosetti: “gol ed infrazioni che portano ad una rete, decisioni su calci di rigore ed infrazioni che portano ad un penalty, rossi diretti e scambi di persona”.

Il VAR sarà introdotto anche nella finalissima di Europa League in programma a Baku così come nella fase finale di UEFA Nations League e negli Europei UEFA Under 21. La Premier League rimane così di fatto l’unico campionato di spessore nel continente a non aver ancora varato l’utilizzo della tecnologia, cosa accaduta invece in FA Cup e Carabao Cup. A piccoli passi, tutto il mondo si sta adeguando.