La settimana di coppe europee si conclude con l’inizio dell’Europa, dove fanno il loro esordio sia Lazio che Milan. A scendere in campo alle ore 19 i prossimi avversari del Genoa, che cambiano 9/11 della formazione uscita coi tre punti dal “Castellani” di Empoli. I reduci sono solamente Luis Alberto e Milinkovic-Savic, giocatori chiave della formazione capitolina. Il Milan affronta alle ore 21 i lussemburghesi del Dudelange.

LAZIO 2-1 APOLLON LIMASSOL – Simone Inzaghi non rinuncia al suo 3-5-1-1 e schiera Luis Alberto alle spalle di Caicedo. Murgia e Mlinkovic-Savic mezze ali a supporto dell’uomo davanti alla difesa, che è l’ex Fiorentina Badelj, e degli attaccanti. Sugli esterni c’è l’esordio, a sinistra, dell’ex Betis Siviglia Durmisi. A destra Basta, sempre molto disponibile nei ripiegamenti difensivi. Il centrale difensivo è Acerbi: alla sua sinistra Caceres, alla sua destra Bastos.

Al minuto 10′ è vantaggio Lazio dopo un pessimo disimpegno della difesa cipriota. In quattro passaggi, ma senza particolare opposizione, i biancocelesti vanno in porta. Lo fanno con una bella azione, tutta in progressione verticale, fra Luis Alberto e Caicedo. A confezionare l’assist di tacco sarà il calciatore ecuadoriano, lo spagnolo batte un rigore in movimento e trafigge l’estremo difensore avversario Bruno Vale. Già raggiunta la quota di un gol che aveva caratterizzato la passata stagione di Europa League di Luis Alberto.

Nel primo tempo le maggiori apprensioni per la difesa laziale sono create dalla medesima difesa bianconceleste, soprattutto a causa di alcuni errori di controllo del pallone o impostazioni da parte di Bastos e Caceres, che costringono Acerbi a fare gli straordinari. Non troppo soddisfatto mister Inzaghi perché quando l’Apollon supera la prima linea del centrocampo biancoceleste, arriva spesso dalle parti di Proto senza comunque mai impegnare il portiere della Lazio.

Nel secondo tempo l’Apollon Limassol e il suo tecnico Avgousti pongono subito l’accento sul fatto che non ci staranno a perdere. Dentro Markovic per Kyriakou e dentro Carayol per Maglica, che sistematicamente punta Murgia e Bastos creando scompiglio nella fase difensiva biancoceleste. L’unica punta cipriota diventa il maltese Schembri in un 4-2-3-1.

Al 61′ Inzaghi toglie Badelj e Luis Alberto e inserisce Lucas Leiva e Immobile per cercare di chiudere la partita. Al 65′ è però Papoulis va vicinissimo al gol del pareggio all’Olimpico con un colpo di testa su punizione dalla destra. L’Apollon allora ci prova dunque con l’ultimo cambio: Zelaya per Pereyra. Proprio Zelaya andrà in gol all’87esimo, ma la Lazio tre minuti prima avrebbe raddoppiato su rigore con Immobile. Finirà 2-1 a favore dei biancocelesti, con errore finale clamoroso di Lulic: Lazio che con grande fatica e sofferenza trova i primi tre punti nel girone.

DUDELANGE 0-1 MILAN – Poteva sembrare un impegno facile sulla carta quello del Milan al “Josy Barthel Stadium” di Lussemburgo, dove era di casa il Dudelange campione lussemburghese. Gattuso cambia pressoché l’intera squadra ad eccezione di Romagnoli e Higuain, inserendo soprattutto quei giocatori che avevano necessità di mettere minuti nelle gambe. Non solo per la nuova fisionomia data al Milan, ma pure per l’orgoglio e l’organizzazione manifestate dal Dudelange quella in terra lussemburghese si è rivelata una sfida difficilissima da sbloccare per il Diavolo, seguito da un foltissimo numero di tifosi. Che per un’ora di gioco avranno pensato che l’organizzazione di gioco del Dudelange potesse avere la meglio, quantomeno assicurandogli un pareggio. Ogni dato statistico però pendeva a favore dei rossoneri, che sbloccheranno la gara soltanto all’ora di gioco con Gonzalo Higuain, servito da Castillejo e abile a calciare di potenza. Il portiere Frising non del tutto incolpevole nell’uscita. Dal primo minuto in campo Caldara, all’esordio in Europa League e con maglia del Milan. Esordio in una coppa europea anche per l’ex rossoblù Laxalt. In campo dall’inizio un centrocampo inedito Bertolacci, Josè Mauri e Bakayoko.


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